Project Description

Sono nata a Milano, vivo e lavoro da 17 anni ad Ancona. Non pongo molte divisioni, nella mia ricerca, fra me e la mia vita, riconoscendomi completamente nel lavoro che è vita.
Cerco nella contemporaneità della mia opera un’origine, o meglio, molti luoghi originari verso cui mi sospinge un’implacabile sete di ricerca che sottostà a un sistema etico più che estetico.
Nella mia ricerca c’è una caratteristica di complessità e un amore maggiore per il progetto in sé che per l’oggetto finale. Questo svela una poetica più attenta verso la genesi e il procedimento creativo piuttosto che tesa a offrire un oggetto di compiacimento estetico.
Nella mia visione la complessità è un corpo, una macchina perfetta, alla quale non puoi sottrarre parti e non puoi dimenticarne nessuna. La complessità ti porta a rinunciare, nella ricerca, a un messaggio immediato, a una scelta riassuntiva e definitiva.
Un corpo ha una parte sensoriale enorme che è un approccio di ascolto portato fino all’impossibile, a cercare di vedere per visioni, un lasciare arrivare il senso senza la mediazione dell’io,(velvet installazione –Bologna) Ma il corpo ha anche un codice, un linguaggio simbolico preciso, inciso nella storia del nostro mondo, quello cui apparteniamo solo per un momento. Se non attingi a un linguaggio e alla sua opera chiarificatrice non puoi che sottostare a tutto il sensibile se non entri in quello stesso sensibile l’altro non appare.
Questo approccio di ricerca mi ha automaticamente spinto a un’estrema diversità di metodo e di ruoli: ho quindi lavorato sotto pseudonimo come nel caso di ora locale( Stereo eroine & Mononomi video, a cura di Harold Szemann- 48a Biennale di Venezia Padiglione Italia ) Altre volte sono stata spinta verso la realizzazione di progetti sociali e pubblici come nel caso di studio branco, fondato a Milano che si occupava di design. allestimenti pubblici e arte Altra caratteristica del mio lavoro è il suo forte legame con la poesia, il linguaggio e la narrazione, poi applicato anche in ambiti installativi .
Alcuni anni fa ho raccolto molti dei testi poetici usati in audio durante varie installazioni in un libro di poesie e disegni . (Spazio dentro della vita Aracne ed il prossimo in uscita, Antropologia degli affetti ed.affinità elettive ). Altra tematica imprescindibile è quella legata al femminile e al corpo – in tutti i suoi aspetti, dal segno al progetto collettivo – cercando di difendere un metodo femminile che non significhi essere relegati in un cantuccio di genere, o anche solo in un cantuccio, ma configurare una differenza nel cuore stesso del processo creativo. Ideo e fondo infatti, nel 2007 insieme ad altre donne, l’associazione culturale Metodo Effe, che nasce proprio per indagare il linguaggio femminile nella sua teoria e individuazione, sempre in collegamento con forme artistiche

Sono molto legata a una serie d’installazioni che ho iniziato nel 2000 sotto il nome di architetture sentimentali, il cui fulcro è il rapporto tra una persona, un gruppo di persone e il loro rapporto con il paesaggio, nell’ottica di un’influenza reciproca, rappresentazione o alienazione rispetto al luogo altro definito per semplificazione paesaggio.
Inizio sempre questi lavori con un lungo periodo di ascolto e ricerca, portato avanti con l’ausilio d’interviste, foto e testi, frutto di una lunga permanenza nel luogo prescelto. Poi, a seconda del soggetto, ricompongo l’architettura sentimentale in un’installazione fortemente connotata in senso narrativo in un luogo altro.
I soggetti scelti sono stati, di volta in volta, diversissimi: dalla prima installazione dedicata alle persone che avevano vissuto in un luogo, e poi l’avevano abbandonato, che ho cercato e richiamato e ritratto (Architettura sentimentale, installazione con audio poesia a cura di Armando Ginesi piazza del Municipio-Cagli ) una piazza nella quale, per un mese, ho posto alle persone che passavano le stesse domande, analizzandone i comportamenti, i rituali, il corpo, agli adolescenti che ho seguito per un mese nelle loro diverse comunità; ad una comunità femminile letta da diverse angolature sociali; infine – la più complessa e più lunga da realizzare – nove ritratti fotografici e pittorici narrativi e nove video di nove donne diversissime fra loro, suddivise in corpo, terra e mente, a formare un trittico, infine montata in un’ unica corale
installazione, ritratti effe che ha occupato uno spazio maschile per eccellenza, la chiesa.(Ritratti Effe , chiesa del Gesù, Ancona)