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Emanuele Franceschetti

Emanuele Franceschetti (1990) è marchigiano e vive a Roma. Si dedica ad attività di ricerca, didattica e divulgazione in ambito musicologico e letterario. Dottorando in Musicologia presso l’Università La Sapienza di Roma con un ricerca dedicata al teatro musicale italiano del secondo dopoguerra, le sue ricerche e i suoi interessi sono rivolti soprattutto al teatro musicale nel Novecento italiano, al rapporto poesia – musica, alle teorie e pratiche dell’ascolto musicale. In ambito letterario, ha pubblicato il libro di poesia Terre aperte (Italic Pequod, 2015, prefazione di Filippo Davoli). Con la raccolta Testimoni (2020) ha vinto il premio Subiaco per la poesia inedita ed è stato incluso nel XV quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2021, con prefazione di Massimo Gezzi). 

 

Tutto questo che guardi sembra dirti che è notte fonda.
Che anche nelle case più sicure c’è un segreto di morte,
vetri sul pavimento, parole come scorie.
Domani altro dolore da schivare:
i notiziari, l’ora legale, la conta dei decessi.
E invece tu lo guardi come uno che non può
testimoniare un finale diverso per il corpo,
un’altra casa, un altro essere figlio
oppure padre senza figli,
sempre inchiodato alla frontiera, sempre
nel vivo dell’enigma.