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Maria Grazia Maiorino

Maria Grazia Maiorino è nata a Belluno, vive e lavora ad Ancona, dove ha insegnato lettere nelle scuole medie, dedicandosi poi a tempo pieno all’attività letteraria. Scrive poesie, racconti, saggi critici; i suoi testi sono apparsi in riviste e antologie. Per la poesia ha pubblicato: E ho trovato la rosa gialla (Forum, 1994); Sentieri al confine, nell’antologia 7 poeti del premio Montale (Scheiwiller, 1997); Viaggio in Carso, (Edizioni del Leone, 2000); la raccolta di haiku Dare la mano a un albero, con le fotografie di Giovanni Francescon (Rocciaviva, 2003); Di marmo e d’aria (Manni, 2005); I giardini del mare (Pequod, 2011); La pietra salvata (Il lavoro Editoriale, 2016). Nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo, L’azzurro dei giorni scuri (Pequod), seguito dalle raccolte di racconti: L’America dei fari (Gwynplaine 2013) e Angeli a Sarajevo (Gwynplaine 2015). Due antologie, pubblicate recentemente da Vydia editore, la vedono inserita tra le voci femminili e poetiche che si sono distinte nelle Marche negli ultimi decenni: Femminile plurale – Le donne scrivono le Marche (2014) e S’agli occhi credi – Le Marche dell’arte nello sguardo dei poeti (2015). Con l’editore Affinità elettive di Ancona ha pubblicato una nuova edizione, aggiornata e completata da un quaderno intitolato Lettere a Chiara, del romanzo L’azzurro dei giorni scuri nel 2018 e la terza raccolta .di racconti, Frammenti per un personaggio, nel 2019.

Ha partecipato a numerose rassegne e manifestazioni nelle quali la poesia

si è intrecciata alla fotografia, alla pittura e soprattutto alla musica, 

arte alla quale dedica una particolare attenzione nella sua ricerca poetica.