OSPITI2020-07-11T15:11:47+02:00

 

Isadora Angelini nasce nel 1970 a Rimini, si laurea in lingue e letterature straniere a Venezia. Studia al CUT di Venezia, corso attori Università della California, Santa Barbara. Fra le collaborazioni con César Brie  e  quella con il Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche e con Claudio Morganti. Nel 2006 fonda con Luca Serrani il Teatro Patalò. Lavori realizzati: Zio VanjaI Passeggeri, In Bianco, Quattro Soli, Come gira il vento BlùEmily. Il Giardino nella Mente , Silenzi. Frammenti di un Discorso di Coppia e Rumore Umano. Lavori per l’infanzia: Odissea, Diario Segreto di Pollicino, Fiaba di Fine Inverno e Storia di una bambina. Opere con giovanissimi allievi: Lettere dal Presente, Futuro Perfetto, A Cloud e Fino alla fine del mondo e Il Fuoco e Odissea, viaggio in otto canti  per Il Cantiere Poetico per Santarcangelo. Direttrice artistica con Luca Serrani di Fuor di Teatro e Fuori Stagione. Ha pubblicato su Il Tolomeo, Graphie e su I Quaderni del Libero Gruppo.

 

 

 

 

Linnio Accorroni (Offagna,1959) ha pubblicato: 69 posizioni Cronache Interviste Letture (Cattedrale, 2009), Ricci (ItalicPeQuod,2011), Like me (Antonio Tombolini Editore, 2016).

 

 

 

 

 

 

 

Maria Gabriella Ballarini, nata a Falconara M.ma (An) nel 1951, vissuta fra Falconara ed Ancona, dopo un esordio nella scrittura molto precoce, mantiene un silenzio totale per molti anni, fino a che, in età ormai matura, trova il tempo e il modo di indagare, anche con la fotografia, il suo rapporto con la terra, le persone, il tempo ed il metafisico. Il dialetto anconetano, usato con pudore e un po’ di reticenza, indaga la memoria, il ritmo della natura, la realtà e quello che la trascende, alla ricerca di senso . La “verità” non può che essere frammentata, irraggiungibile e avvolta di mistero.  Calata in un roccioso riserbo, ha avuto riconoscimenti in alcuni concorsi letterari, comparendo in diverse collettanee, anche in lingua. In dialetto ha pubblicato, insieme a Massimo Vico nel 2016 “Poesie in dialetto anconetano”-Versante-Ed.Mod.Cionna- Falconara.

 

 

Marco Paolini, attore, autore e regista. Dagli anni Settanta al 1994 ha fatto parte di vari gruppi teatrali. È in uno di questi, il Teatro Settimo di Torino, che inizia a raccontare storie, nascono gli “Album”, i primi episodi di una lunga biografia collettiva che attraversa la storia italiana dagli anni ’60 ai giorni nostri, fino a immaginare il futuro prossimo con il nuovo Album Le avventure di Numero Primo.

Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto civile (I-TIGI racconto per UsticaParlamento chimicoIl SergenteBhopal 2 dicembre ’84U 238Miserabili) e per la capacità di raccontare il cambiamento della società attraverso i dialetti e la poesia sviluppata con il ciclo dei Bestiari. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi, alla storia (come nel Milione) e al suo evolversi (Numero Primo).

Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive (tra cui ITIS Galileo e Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, seguiti da quasi due milioni di telespettatori su La7).

Dopo Ballata di uomini e canidedicata a Jack London, nel 2016 debutta con giovani attori del Teatro Nazionale Palestinese in Amleto a Gerusalemme con la regia di G. Vacis e  da vita ad un nuovo progetto dedicato alla tecnologia intitolato #Madre Incerta, una trilogia di cui fanno parte Le avventure di Numero primo (con l’omonimo romanzo edito da Einaudi), #Antropocene, oratorio per voci, violoncello solista e orchestra (con Mario Brunello e Frankie hi-nrg mc) Tecno Filò. Nel 2018 ha dato voce con Simone Cristicchi allo spettacolo Senza Vincitori ne Vinti di F. Niccolini, un inteso ricordo nel centenario della fine della Grande Guerra.

 

Il suo ultimo spettacolo è NEL TEMPO DEGLI DEI, il calzolaio di Ulisse scritto con Francesco Niccolini per la regia di Gabriele Vacis.

Nel 1999 ha fondato Jolefilm, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il documentario e il cinema realizzando opere che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e di critica  (dal pluripremiato Io sono Li di Andrea Segreai più recenti  La pelle dell’orso di cui è coautore con Marco Segato e Enzo Monteleone oltre che interprete e L’ordine delle cose di Segre).

 

 

 

Dame Carol Ann Duffy è una poetessa e drammaturga scozzese, direttrice dei corsi di scrittura creativa presso la Manchester Metropolitan University e, dal 1º maggio 2009, Poeta Laureato del Regno Unito, prima donna scozzese a essere investita di tale carica.
Fin dalla sua prima raccolta di poesie, Standing female nude (1985), Carol Ann Duffy dà spesso voce a personaggi di outsiders, un tratto che rimane tipico della sua poetica. I protagonisti delle sue poesie sono a volte dei pazzi, degli indiani, un neonato o addirittura il pupazzo di un ventriloquo. Le sue poesie riflettono spesso il senso di perdita derivante dal tempo che passa e dai cambiamenti. Spesso si focalizzano su scene dell’infanzia e dell’adolescenza. L’amore, la memoria e la fiducia nel linguaggio sono elementi positivi, ai quali è affidata la costruzione dello sguardo poetico sul reale. A proposito della propria scrittura, Duffy ha dichiarato: «Non sono interessata, come poeta, a parole risonanti – a parole alla Séamus Heaney, a parole interessanti. Mi piace usare parole semplici, ma in modo complicato»

 

 

Fabio Pusterla vive tra Lugano e la Valsolda, e insegna letteratura italiana presso il Liceo di Lugano e l’Università della Svizzera Italiana. Collabora a giornali e riviste in Italia, in Svizzera e in Francia, e dirige la collana poetica Le Ali, dell’editore milanese Marcos y Marcos.
Attivo come saggista e traduttore (soprattutto di Philippe Jaccottet e di altri poeti francesi contemporanei), è autore di otto principali raccolte poetiche parzialmente riassunte nell’antologia Le terre emerse. Poesie 1985-2008 (Einaudi, 2009). Il suo ultimo libro si intitola Cenere, o terra (Marcos y Marcos, 2018). Tra i principali riconoscimenti, il Premio Montale, il Premio Schiller, il Premio Gottfried Keller, il Premio Svizzero di Letteratura, il Premio Napoli, il Premio Stephen Dedalus e il Premio Vittorio Bodini

 

 

 

 

Cristina Babino è nata ad Ancona. Tra le sue pubblicazioni:  il poemetto bilingue italiano/inglese “Ophelia” (Carteggi Letterari, 2017), la cura e traduzione del volume “Pastorali” del poeta americano John Taggart (Vydia, 2013, premio Achille Marazza 2014 per la traduzione poetica sezione giovani), la raccolta di scritti letterari “Letture” (Ed. Arcipelago itaca, 2016, Premio Nazionale “Arcipelago itaca” 2015), la monografia critica “La Ferita. Opere di Walter Angelici 1994 – 2009” (La Via Lattea, 2010). Ha curato inoltre i volumi collettanei “Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche” (Vydia, 2014), “S’agli occhi credi. Le Marche dell’arte nello sguardo dei poeti” (Vydia, 2015) e, in collaborazione con Francesca Matteoni, “Sorgenti che sanno. Acque, specchi, incantesimi” (La Biblioteca dei Libri Perduti, 2016). Ha collaborato con testi critici e recensioni a numerose riviste letterarie e suoi testi sono inclusi in antologie e periodici letterari italiani e stranieri.  E’ direttore editoriale di Vydia Editore.

 

 

 

 

Giovanni Berloni (Fano, 1982). Nel 2010, abbandonato il precedente impiego sceglie di intraprendere la strada della musica. Nello stesso periodo con l’aiuto di un liutaio costruisce una chitarra classica e un basso acustico. Con il poeta Luigi Socci da vita ad uno “spettacolo di ri-animazione poetica e performance confessional” dal nome “Sfoghi d’artificio”. Nel 2018 si laurea in basso elettrico.

 

 

 

 

 

 

Alessandra Carnaroli (1979) ha pubblicato: una silloge in 1° non singolo (sette poeti italiani) con una nota di A. Nove (Oèdipus, 2006), Taglio intimo (Fara editore, 2001), Femminimondo, con una nota di T.Ottonieri (Polimata, 2011), Elsamatta, collana «Syn. Scritture di ricerca» diretta da M. Giovenale (ikonaLíber, 2015, finalista al Premio Pagliarani 2016), Primine, con una nota di A. Cortellessa (edizioni del verri, 2017, finalista al Premio Marazza 2018, finalista Premio Pagliarani 2017) ed Ex-voto, collana croma K diretta da I. Schiavone (Oèdipus, 2017, primo classificato Premio Bologna in Lettere – Dislivelli, 2018, finalista al Premio Montano 2018 e al Premio Città di Trento-Oltre le mura 2018), Sespersa, con una nota di H. Janeczek (Vydia editore, 2018). In caso di smarrimento / riportare a, con prefazione di Silvia De March, ( Il Canneto editore, 2019) è la sua pubblicazione più recente. È stata finalista del Premio A. Delfini nel 2005 con la raccolta Scartata e nel 2013 con Annamatta e del premio Miosotis 2011 (d’If edizioni) con Prec’arie. Prose e racconti sono inclusi in diverse antologie, riviste e pubblicazioni online. Una sezione monografica sul suo lavoro è stata pubblicata sul n. 65 de il verri (ottobre 2017).

 

 

Semën Chanin (Riga, 1970), uno dei fondatori del gruppo Orbita, è autore delle raccolte di versi «Appena poco fa», 2003, «A nuoto», 2014, «Ma non da quello», 2017; i suoi libri sono stati tradotti in lettone, ceco, ucraino, serbo, georgiano. È autore di performance e installazioni poetiche («Teatro per un solo volto»; «Poesia tridimensionale») e della mostra fotografica «M come Metodo». Collabora costantemente con musicisti e artisti. Ha partecipato al festival di poesia di Berlino, alla biennale di poesia di Mosca, alla biennale di arte di Venezia e ad altre manifestazioni internazionali. In italiano le sue opere sono state pubblicate nelle antologie “Nell’Orbita di Riga” (L’Obliquo 2006) e “Deviando sollecito dalla rotta” (Stilo 2016) e nel libro “Omissis” (Miraggi, tradotto da Massimo Maurizio).

 

 

Max Collini voce narrante e autore dei testi degli “Offlaga Disco Pax” fino allo scioglimento dopo la scomparsa di Enrico Fontanelli nel 2014. Con gli “ODP” ha pubblicato tre album degli più influenti della scena indipendente italiana degli anni zero, e collezionato oltre quattrocento concerti. Collabora con Jukka Reverberi dei “Giardini di Mirò” nel duo “Spartiti”, e con il poeta Arturo Bertoldi negli spettacoli di letture “Via Toschi 23”. Per tutto il 2018 è stato in tour con i monologhi Dagli Appennini alle Ande, raggiungendo quasi cinquanta date. Tra le sue collaborazioni anche “Lo Stato Sociale”. Ha partecipato in questi anni come ospite ai concerti: per i trent’anni di Ortodossia dei “Cccp” con Massimo Zamboni; per i 25 anni di Epica Etica Etnica Pathos dei post-CSI; è stato uno dei protagonisti dello spettacolo teatrale/musicale I SOVIET + L’ELETTRICITA’, dedicato ai cento anni della Rivoluzione d’Ottobre, scritto da Massimo Zamboni. Collini da anni sta pensando di scrivere un romanzo.

 

 

Jacopo Curi nasce a San Severino Marche nel 1990 e vive ad Appignano (MC). Laureato in Filologia Moderna a Macerata, è docente di materie letterarie. Ha collaborato con Licenze poetiche e Adam (Accademia delle arti Macerata) ed è stato responsabile della biblioteca comunale di
Appignano. Ora collabora con Versante e Umanieventi; è membro di giuria in concorsi di poesia e partecipa a iniziative culturali con scuole e associazioni del suo territorio. Suoi testi sono apparsi su antologie di premi letterari e riviste cartacee; è rientrato nel censimento dei poeti under 40 di Pordenonelegge e nella compilation multimediale di poesia Voci collettive della poesia italiana a cura di Dimitri Ruggeri. Ha esordito con la silloge di poesia neodialettale Tutte ‘lle ‘òrde che non g’ero, contenuta in Lingua lengua. Poeti in dialetto e in italiano. Con Fabio Maria Serpilli ha curato
la pubblicazione dell’antologia Poeti neodialettali marchigiani. A breve uscirà la sua prima raccolta in lingua.

 

 

 

Donato de Acutis Improvvisatore Laziale di ottava rima classe 1983 e suonatore di organetto in stile tradizionale Raccoglie l’eredità della poesia a braccio dell’area laziale ed abruzzese ed è oggi uno dei massimi esponenti nazionali della “poesia” in ottava rima. Ha partecipato a numerose rassegne di improvvisazione in versi nazionali ed internazionali in molti paesi del bacino del mediterraneo e dell’America Latina. 

 

 

 

Anna Elisa De Gregorio è nata a Siena da genitori campani e abita ad Ancona dal 1959. Ha pubblicato quattro libri di poesia: Le Rondini di Manet (2010) per Polistampa, Dopo tanto esilio (2012) per Raffaelli, Corde de tempo a cura del Dars (2013) in dialetto anconetano e nel 2016 per l’editore La Vita Felice Un punto di Biacca (nella terna del premio Metauro 2016). Di prossima pubblicazione un quinto libro di poesie e haiku presso l’editore Alessandro Seri di Macerata.

E’ presente in numerose antologie, pubblica articoli su riviste letterarie e blog, organizza stage sulla poesia haiku presso scuole e circoli culturali.

 

 

 

 

Sarah Di Piero ha pubblicato due volumi di poesie, Minestre alla cannella (2017) e Strappando rododendri (2017), con la casa editrice Italic Pequod e con Argolibri il terzo, Reparto da qui (2019).

 

 

 

 

 

 

 

Germana Duca è nata ad Ancona e vive a Urbino, dove ha insegnato, collaborando anche con l’Università. 
Ha esordito con il racconto lungo “Mutatis mutandis” (Pindaro, 1998), poi confluito in “Tessere” (Manni, 2004). Ha pubblicato le raccolte poetiche “distanzainstanza” (Arti grafiche della Torre, 1999); “Ex ore” (Marsilio, 2002), in neo-dialetto urbinate; “Gli angoli della terra” (Jocker, 2009) e “Orlo invisibile” (Manni, 2017). E’presente in volumi collettanei. “Perdono: dal rancore al ricordo” (Fara, 2017) è il più recente. E’ inclusa nell’antologia dei poeti italiani in dialetto “L’Italia a pezzi”, (Gwynplaine, 2014) e nel Quaderno del Consiglio Regionale delle Marche “Poeti neodialettali marchigiani” (2018). Suoi scritti critici, recensioni, contributi in prosa e versi sono comparsi su numerose riviste letterarie e on line.

 

 

Roberta Durante è nata a Treviso nel 1989. Ha scritto e pubblicato Girini (Premio Mazzacurati-Russo, edizioni d’if, 2012), Club dei visionari (Di Felice, 2014), Balena (Prufrock spa, 2014), La susina (edizioni d’if, 2015) e l’audiolibro Nella notte cosmica (Luca Sossella, 2016).

 

 

 

 

 

 

 

Leila Falà, nata ad Ancona, vive a Bologna. Si è formata al Dams con G. Scabia e alla scuola di Teatro Galante Garrone e si è occupata di comunicazione, mkt, donne (fondatrice del Centro Documentazione Donne, Bo). Attrice, nel 2000 entra ne Il GruppoLiberoTeatro, compagnia di ricerca, e vi recita fino al 2008, mettendo in scena anche propri testi. Poeta, ha pubblicato Mobili e altre minuzie, DARS, 2015 (premi: Elsa Buiese 2015 e il Paese delle Donne 2016), la silloge Oggetti, dedicata ai fatti di Ustica, in E’ negli oggetti che ti ricerco (Corraini, 2013) (presentazione di Niva Lorenzini) e l’e-book Certe sere altri pretesti. Ha curato l’antologia del Gruppo 98 Poesia Della Propria voce (Qudulibri, Bo 2016). Ha partecipato a RicercaBo 2012, a Festival Internazionali (la Palabra,Venezia 2014 e Biennale Donna,Trieste 2019), al progetto di D.Franchi “Riparare le relazioni” (2018) e dal 2013 a “Residenze Estive”; è nell’atlante di Poesia contemporanea Ossigeno Nascente dell’Università di Bologna e pubblicata in riviste, siti web, antologie: Cuore di preda (CFR 2012), Sotto il cielo di Lampedusa (Qudu2014), Fil Rouge (CFR 2015) ecc. Fa parte della SIL e della redazione della rivista “Le Voci della Luna”. Cura piccoli eventi poetici.

 

 

Giovanni Fontana nasce nel 1946. Creatore di romanzi sonori: Tarocco Meccanico e Chorus, e de La pièce radiofonica Le droghe di Gardone e del video Poema Bonotto. Ultimo disco Epigenetic Poetry (2016). Primo libro di poesia: Radio/Dramma. Scritture recenti: Déchets, Questioni di scarti, Fonemi, Discrasie. Teorico della poesia epigenetica; saggi: La voce in movimento e Poesia della voce e del gesto. Ha curato per “il verri” l’antologia in CD Verbivocovisual (2004) e Italian Performance Art (2015). Ha fatto parte di redazioni: “Tam Tam”, “Baobab” e “Altri Termini”. Ha fondato la rivista di poetiche intermediali “La Taverna di Auerbach” e l’audiorivista “Momo”. Lavora nelle redazioni: “Doc(k)s”, “Inter-Art actuel”, “Bérénice” e “Le Arti del Suono”. È direttore di “Territori”, rivista di architettura. Ha scritto per Ennio Morricone e Roman Vlad; e una versione dell’Histoire du soldat di Igor Stravinsky. Ha partecipato a molte mostre e girato per il mondo. Monografia Testi e pre-testi.

 

 

Andrea franzoni è nato da traduttore, si occupa di poesia. Da poeta si occupa di traduzione. Vive nella valle del Turano. Dirige con Fabio Orecchini la collana Talee, per Argolibri. Pubblica a puntate un “progetto di rieducazione sentimentale” denominato Sii me stesso.

 

 

 

 

 

 

Rosanna Gambarara è nata a Urbino. A Urbino ha studiato, si è laureata in lettere classiche ed ha insegnato qualche anno, prima di trasferirsi a Roma, dove attualmente vive e dove ha continuato ad insegnare. A seconda dei momenti e delle esigenze espressive scrive poesie in lingua o nel dialetto di Urbino. Urbin è stata pubblicata nella cartella d’arte “Appunti”, Dolcini per Logli (Stamperia d’Arte G.F., Urbino, 2000). Sue poesie compaiono su “Il parlar franco” n. 4, 2004. Nel 2010 e nel 2017 è stata finalista al Premio Ischitella – Pietro Giannone e due poesie sono state pubblicate su «Periferie», 2010, anno XV n. 54-55, una su «Periferie», 2017 anno XXI n. 83. Nel 2017 si è classificata seconda nel premio Zirè d’oro e nel 2018 terza nel premio Poesia Onesta. Nel 2019 è stata finalista nel Premio Versante Ripido”. Sue poesie compaiono su cataloghi d’arte, riviste cartacee e on line (Poetarum Silva, Versante Ripido, Carte Sensibili). È presente su «Navigare» n. 9 (Pagine 2016), nell’antologia Poeti neodialettali marchigiani, Versante 2018; in Marche, omaggio in versi, Bertoni 2018; ne Il soffio delle parole, Versante 2018; in Novanta9, IAED 2018. Ha pubblicato Hysteron Proteron, Pagine 2016; Dedlà, Bertoni 2019; Ama Schubert e non solo. Canta come contralto nel coro “Jubilate et exsultate”, diretto dal maestro Giampiero Antonicelli, e nel coro “Cantar gli affetti”, diretto dal maestro Arman Azemon.

 

 

Fabrizio Ganugi Cantautore Pratese classe 1988, improvvisatore di ottava rima, autore e compositore musicale, polistrumentista. Raccoglie la tradizione della ottava rima toscana della zona fiorentina , caratterizzata da uno stile graffiante ed ironico. Ha partecipato a numerosi incontri nazionali di ottava rima.

 

 

 

 

 

 

Francesco Gemini. Nato ad Ancona nel 1969. Vive a Falconara Marittima (AN). Ha studiato presso Istituto Statale d’Arte di Ancona, dove consegue la Maturità e il diploma di Maestro d’Arte. Poeta e Pittore. Nel 1996 vengono pubblicati suoi testi nell’Antologia La poesia onesta curata da Fabio Maria Serpilli, con la raccolta in italiano A stilla a stilla (Concorso Nazionale). Nel 1997 pubblica l’opera prima La memoria immobile (Ed. Pantera) con interventi critici di Fabio Maria Serpilli, Paolo Marzioni e Matilde Avenali. Nel 1999 fa parte della collettanea Canto a cinque voci con la raccolta in italiano Nottando (Ed.
Humana), prefazione di Fabio Ciceroni. È del 2007 Mano Gialla (Capo Cheyenne) (Ed. l’Orecchio di Van Gogh), prefazione di Fabio Maria Serpilli. Nel 2008 vince il primo premio al Concorso Nazionale La poesia onesta sezione dialetto con la silloge in dialetto anconetano Cantichio jazz. Intervento critico di Giuseppe Polimeni dell’Università di Pavia. Nel 2010 pubblica con le Ed. peQuod di Ancona A rìtimo jèzz (poesie in neo- dialetto anconetano) con le prefazioni di Gastone Mosci dell’Università di Urbino e di Giuseppe Polimeni. Viene inserito nel 2014 nell’Antologia L’ITALIA A PEZZI, curata
da M. Cohen, V. Cuccaroni, G. Nava, R. Renzi, C. Sinicco (Gwynplaine Edizioni – Associazione Nie Wiem) antologia di poeti italiani in dialetto.
Pubblica nel 2016 Dal balcó raccolta di suoi testi in neo-dialetto anconetano, vicino a
quelli del poeta Fabio Maria Serpilli (VERSANTE associazione culturale – Eliografia
Moderna Cionna, Falconara Marittima). Nel 2017 è la volta di Prendi forza… poesie in
lingua, con prefazione di Sanzio Balducci, pubblicate con la Casa Editrice Italic peQuod
di Ancona (Antologia di poeti in dialetto e in italiano dal titolo: “Lingua lengua”). Viene
inserito nell’Antologia Poeti neodialettali marchigiani a cura di Jacopo Curi e Fabio Maria
Serpilli, nell’anno 2018 (QUADERNI DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLE
MARCHE – VERSANTE Associazione Culturale). Parteciperà al Festival Salerno
Letteratura in collaborazione con Pordenonelegge, perché invitato a recitare suoi testi in neo-
dialetto anconetano, assieme ad altri validissimi poeti provenienti da tutte le regioni
d’Italia (giugno 2019).

 

 

 

Francesca Genti è nata a Torino il 27 giugno 1975, vive a Milano. Ha pubblicato i libri di poesia Bimba Urbana (Premio Delfini, Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004), Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009; Sartoria Utopia, 2015), L’arancione mi ha salvato dalla malinconia (Sartoria Utopia, 2014) Il mio bambino mi ha detto (Sartoria Utopia, 2016, con illustrazioni di Manuela Dago), Anche laF
sofferenza ha la sua data di scadenza (HarperCollins, 2018). Come prosatrice ha scritto i racconti Il cuore delle stelle (Coniglio Editore, 2007), il romanzo La Febbre (Castelvecchi, 2011) e il saggio La poesia è un unicorno (Mondadori, 2018).
Suoi testi sia in prosa che in poesia sono apparsi in varie antologie e riviste tra cui «Nuovi Argomenti», «alfabeta2», «Lo Straniero».
Con Manuela Dago ha fondato Sartoria Utopia (www.sartoriautopia.it), capanna editrice di libri di poesia cuciti a mano.

 

 

Vera Gheno. Sociolinguista e traduttrice dall’ungherese, collaboro con l’Accademia della Crusca dal 2000 e dal 2012 ne gestisco l’account Twitter. Insegno all’Università di Firenze, dove tengo da molti anni il Laboratorio di italiano scritto per Scienze Umanistiche per la Comunicazione, e in corsi e master di diversi atenei italiani. Sono autrice di saggi scientifici e divulgativi e di due libri: “Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)” (2016) e “Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network” (2017), entrambi per Franco Cesati. Nel 2018, con Bruno Mastroianni, ho pubblicato “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” (Longanesi).

 

 

 

 

 

 

Vittorio Giacopini(Roma, 1961) è scrittore e giornalista. Conduttore della rassegna stampa culturale di Radio3 Rai “pagina tre” e tra i fondatori della rivista “Lo Straniero”,  ha scritto, tra gli altri, i romanzi: “Nello specchio di Cagliostro. Un sogno a Roma”, “La Mappa” e “Roma” (editi dal saggiatore). Come disegnatore collabora con “Left” e ha realizzato le illustrazioni di “Sillabario latinoamericano. Guida al catalogo Sur” e le copertine di “Verlaine. Feste Galanti” e “Rimbaud e Poe” per Dakota Press.

 

 

 

 

Francesca Gironi è nata ad Ancona. Danzatrice e performer, attiva nella scena dei poetry slam, esplora il confine tra parola e gesto. Finalista ai campionati nazionali Lega Italiana Poetry Slam negli anni 2015, 2016, 2017. Il suo primo libro dal titolo Abbattere i costi è edito da Miraggi. È stata ospite di festival di poesia, di videodanza, di arti performative e residenze creative. Ha collaborato con coreografi, video maker, fotografi e musicisti. Si è formata in danza contemporanea in Italia e all’estero. Nel 2017 è ospite del festival Spoken Word Madrid. Con la performance CTRL ZETA vince insieme a Sergio Garau il premio di produzione CROSSaward 2017. Nel 2018 fonda insieme a Manuela Dago, Francesca Genti, Roberta Durante e Silvia
Salvagnini il collettivo SUPERNOVE, con cui pubblica SUPERNOVE – POESIE PER GLI ANNI 2000 (Sartoria Utopia 2019 & VandA ePublishing). Nel 2019 vince il premio di poesia Europa in versi per la sezione Spoken Word.

 

 

 

 

 

Dino Ignani è nato e vive a Roma.
Da oltre quaranta anni si occupa di fotografia.
Predilige lavorare su progetti che sviluppa e porta a termine nel corso di uno o più anni. Ha esposto in mostre personali a Roma, Genova, Torino (Salone del Libro), Milano, Bari, Cagliari, Messina, Rieti, Stoccolma (Istituto Italiano di Cultura), Atene, Rimini, Bologna, Firenze (Gabinetto Viusseux), Trieste, Copenaghen (Istituto Italiano di Cultura), Venezia, Sarzana; ha partecipato a tre edizioni del Festival Internazionale di Fotografia di Roma.
Una selezione del progetto “Intimi Ritratti” è stata acquisita dal Museo della Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.
L’intero progetto “Intimi Ritratti” è stato acquisito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

 

 

 

Antonio Maddamma è nato a Senigallia (AN), dove vive, nel 1976.
Scrittore, poeta in lingua e dialetto, è risultato vincitore di diversi premi letterari. Dal 2006 è redattore del blog letterario LibriSenzaCarta. Dal 2016 è membro del collettivo di scrittura Carboneria Letteraria. In veste di regista e attore ha realizzato un adattamento e riduzione teatrale del Pluto di Aristofane (2006) e dell’Anna Bolena di Benedetto Arsilli (2010). Ha curato le antologie di racconti Marchenoir (Ancona, Italic Pequod, 2012); Tremaggio (Senigallia, Ventura Edizioni, 2014); Tutti i gusti. Storie di gelati (Senigallia, Ventura Edizioni, 2016). Sue poesie in dialetto sono presenti ne I poeti dialettali di Senigallia, vol. 2 (Senigallia, Edizioni La Fenice, 2011), nell’antologia del Premio Poesia Onesta 2014 …eppur si scrive (Camerata Picena, Associazione Culturale Versante, 2014) e in Poeti neodialettali marchigiani (Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, 2018).
Laureatosi in Lettere all’Università di Bologna con una tesi sul poeta rinascimentale in lingua latina Francesco Arsilli, è studioso di storia e letteratura locale: con Nino Bucci e Flavio Solazzi ha curato l’editio princeps degli Historiarum libri duo di Pietro Ridolfi, Storia della città di Senigallia e della sua Diocesi (Senigallia, 2017).

 

 

Floriana Marinzuliè docente di lingua e cultura inglese a Roma. Dottore di ricerca in letterature di lingua inglese, si occupa di teoria e pratica della traduzione letteraria. Ha tradotto poesia contemporanea britannica e americana per le riviste Poesia, Testo a Fronte, Acoma, Intralinea. Nel 2013 e nel 2016 è risultata finalista al Premio Letterario Nazionale “Città di Forlì” (sez. ‘Jacopo Allegretti’ – traduzione poetica) per la traduzione dall’inglese di  alcuni testi rispettivamente di Jo Shapcott e Imtiaz Dharker. Con Bernardino Nera ha curato  la traduzione di Rapture (‘Estasi’, Del Vecchio Editore, 2008) e l’antologia di poesie d’amore Lo Splendore del Tempio (Crocetti Editore, 2012) della Poet Laureate britannica Carol Ann Duffy, vincitrice  del Premio Nazionale di Poesia e Traduzione Poetica “Achille Marazza”. Sempre in collaborazione con Nera ha tradotto e curato la raccolta ‘Compagna’ della Poet Laureate scozzese Jackie Kay, edita da Ladolfi Editore nel 2018.

 

 

 

 

Rosetta Martellini ha lavorato nella compagnia del Teatro Stabile delle Marche, nelle produzioni di Inteatro Polverigi e nello spettacolo Piotr e le stelle di Tut con la compagnia internazionale Dejadonne. Nel 2013 ha realizzato Viva l’Italia libera – La Resistenza raccontata attraverso le lettere dei condannati a morte, prodotto dall’Anpi. Ha raccolto in un monologo la sua ricerca sui personaggi femminili marchigiani, Donne di Marca dedicato a Paolina Leopardi, Dolores Prato, Joyce Lussu, Sibilla Aleramo. Ha collaborato con la Scuola del Teatro Stabile delle Marche come docente di recitazione, dizione e dizione poetica. Nel 2001 ha vinto il “Premio Marchigiano dell’anno” per il teatro con la Compagnia Giovani del Teatro Stabile delle Marche e nel 2009 il “Premio Creativamente”. Ha creato il progetto “Lettoria”, il portale dell’audio-letteratura. E’ ideatrice e interprete del Jukebox di poesia, l’animazione poetica da strada con cui gira l’Italia.

 

 

 

 

Bruno Mastroianni. Filosofo, giornalista, social media manager di trasmissioni Rai (Superquark, La Grande Storia). Si occupa di discussioni online, conflitti e comunicazione di crisi (www.brunomastro.it). Assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze (“Comunicazione, informazione e conoscenza nella società digitale iperconnessa”). Insegna Comunicazione politica, Reti e social media ed Etica della comunicazione presso Uninettuno. Sono cultore della materia Intelligence, web e terrorismi all’Università di Perugia. Recentemente ha scritto “La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico” (Cesati 2017) e “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” (con Vera Gheno, Longanesi 2018).

 

 

 

 

 

Paolo Mazzocchini(Castelfidardo 1955) ha insegnato lettere in un liceo. Studioso di filologia classica e divulgatore scolastico, oltre ad articoli e volumi specialistici del suo settore di studi ha pubblicato le raccolte di poesie Zero termico,Chiasmo apparente, Pietra e farfalla, la silloge di aforismi La domestica di Einstein e le raccolte di racconti L’anello che non tiene Nota di addebito. Cura il blogSaturalanx (www.paolomazzocchini.wordpress.com).

 

 

 

 

 

 

 

Nadia Moginiè nata a Perugia, ha compiuto qui i suoi studi laureandosi in Lettere Moderne. Dopo alcuni anni trascorsi in Lombardia, si è trasferita e vive ad Ancona dal 1979. Interessata alla poesia, al canto corale e al teatro, da tempo s’impegna in questi ambiti. Nel 2005  le è stato assegnato il Premio di migliore caratterista femminile al Festival Nazionale del Dialetto “La Guglia d’oro” di Agugliano (Ancona). Compone poesie prevalentemente nel dialetto di Perugia, ma anche in quello di Ancona e in italiano. Nel 2016, con la raccolta in dialetto perugino “Íssne” (Andarsene), ha vinto il 1°Premio, con pubblicazione del libro, al Concorso “Ischitella-Pietro Giannone” e il 2° premio al Concorso “Salva la tua lingua locale” (Roma). Nel 2017, con la stessa opera, ha  vinto il 1° premio al Concorso “Isabella Morra” (Monza). Ha ottenuto numerosi altri premi e menzioni speciali con poesie in dialetto perugino, anconitano e in lingua. I suoi testi sono presenti in antologie e riviste letterarie: “Dialetto lingua della poesia” a cura di Ombretta Ciurnelli, Edizione Cofine, Roma 2015; “Poeti nei dialetti dell’Umbria-fra Novecento e Duemila” di Francesco Piga, Edizioni Cofine, Roma 2017; “Poeti neodialettali marchigiani”- Associazione Culturale VERSANTE, a cura di Jacopo Curi e Fabio Maria Serpilli, Ed.“Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche”; “Ventuno poeti italiani neodialettali” a cura di Manuel Cohen, in Versante Ripido (rivista on line) n.3, marzo 2015; Vincitori e finalisti del premio nazionale di poesia nei dialetti d’Italia “Città di Ischitella-Pietro Giannone” 2016 in “Periferie” anno XX, n.78, aprile-giugno 2016.

 

 

Giovanni Monti nato ad Ancona nel 1956, attualmente vive e lavora a Bologna.  Pittore, fotografo, videoartista, gestisce uno spazio espositivo a Bologna, Fantomars arte accessibile. Ha scritto soprattutto su blog, siti e riviste d’arte, e commenti critici per artisti contemporanei. Il suo romanzo “Ultime notizie dal mondo sparito” ha vinto la XIV edizione del premio letterario “Navile – Città di Bologna” nel 2013, ed è stato pubblicato da Giraldi Editore. Nel 2014 un suo racconto ha vinto il primo premio della giuria di qualità del concorso online “Scrittori Pigri”. Da pochi anni si è dedicato alla poesia performativa, partecipando a diversi poetry slam. E’ stato uno dei fondatori del gruppo poetico Zoopalco, dal quale poi è uscito.

 

 

 

Fiorenza Mormile vive a Roma. Ha pubblicato Le calibrate spine, Fermenti, 1999; Variazioni sul Lausberg, DARS, 2003 e la silloge Percorsi di rarefazione, in Cajorata 3. profili scoscesi, Buckfast Ed. 2015. Ha preso parte al Festival di poesia di Venezia “Palabra en el mundo” 2018. Ha curato l’antologia Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta ad oggi con L. Magazzeni, B. Porster e A. M. Robustelli, La Vita Felice 2018. Con loro ha anche curato e tradotto Corporea. Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, Le Voci della Luna 2009 e La tesa fune rossa dell’amoreMadri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, La Vita Felice, 2015. Coordinatrice del Laboratorio di traduzione Monteverdelegge  ha tradotto insieme a M. A. Basile, A. M. Rava, A. M. Robustelli, P. Splendore Philiph Schultz, Erranti senza ali, a cura di P. Splendore, Donzelli 2016, Premio per la traduzione Morlupo Città della Poesia 2016.  Ha curato Eleanor Wilner, Tutto ricomincia, gattomerlino  2016, tradotto con M. A. Basile, A. M. Robustelli, P. Splendore e J. Wilkinson.

 

 

Bernardino Neraè docente di Lingua e Letteratura Inglese in un liceo romano e Dottore di ricerca per la stessa materia. E’ autore del testo La Scena di Liverpool: giovane poesia inglese degli anni Sessanta, (Firenze Libri, 1994), antologia di poesie dei poeti di Liverpool (A. Henri, R. McGough, B. Patten) tradotte in italiano, con introduzione critica. Ha inoltre tradotto alcuni saggi e testi letterari inclusi nel volume curato da L. Fried, Gli Ebrei e la grande Emigrazione. Alle origini della letteratura Ebraica (NEU, 2006). Nel 2009 ha pubblicato in collaborazione con Annalisa Talamo, l’opera per studenti universitari e di scuola superiore, The Liverpool Scene. English Poetry in the Sixties (Aracne Editrice). Con Floriana Marinzuli ha curato la traduzione di Rapture (‘Estasi’), Del Vecchio Editore, 2008) e l’antologia di poesie d’amore Lo Splendore del Tempio (Crocetti Editore, 2012) di Carol Ann Duffy, opera che nel 2013 viene insignita del Premio Nazionale di Poesia e Traduzione Poetica ‘Achille Marazza’. Sempre in collaborazione con Marinzuli, ha tradotto e curato la raccolta Compagna della Poet Laureate scozzese Jackie Kay, edita nel 2018 da Ladolfi Editore.

 

 

 

Lucilla Niccolini, allieva della Scuola Normale Superiore, si è laureata in Lettere Classiche con lode presso l’Università di Pisa. Ha insegnato Latino e Greco nei licei classici. Giornalista pubblicista, ha collaborato con vari periodici, tra cui Regione Campania, 1999 Marche, Mare Marche. Ha curato per vari anni la rubrica dei libri per il Tg Regionale della Rai. Collabora dal 1983 con il Corriere Adriatico. Nel 2015 ha vinto con la silloge “Impossibile ritorno” il concorso di poesia Arcipelago Itaca. Nel 2017 le è stato assegnato il primo Premio internazionale di giornalismo “G7 Taormina”.

 

 

 

 

 

Fabio Orecchini nasce a Roma nel 1981. Ha presentato i suoi lavori nei maggiori Festival italiani di poesia. Suoi testi e opere visive appaiono in molte riviste: “Alfabeta2”, “Versodove”, “L’Ulisse”, “Metromorfosi” ed “Argo”; è presente nel documentario “GenerazioneY – Poesia italiana ultima”. Pubblica Dismissione (2014) in collaborazione con il progetto musicale “Pane”. Del periodo 2016 – 2018 l’installazione testuale ed artistica “TerraeMotus” tra performance di scrittura continua, body-art, visual e installazione sonora, pubblicata il testo dell’installazione Per Os (2017). Svolge opere video con i poeti Elio Pagliarani, Giuliano Mesa, Giulio Marzaioli, ecc. Collabora con l’“Art Factory Rialto Sant’Ambrogio” di Roma, e con la rivista “Argo”, per la quale ha curato il volume Calpestare l’oblio e After Lorca di Jack Spicer. Ha vinto: il Premio Città di Gallipoli e l’edizione XVII del Premio Poesia di Strada. Vive a Paliano, nella campagna ciociara, lavorando come agricoltore.

 

 

Vincenzo Ostuni nasce nel 1970 a Roma, si laurea in psicologia e compie il dottorato in filosofia. Redattore di minimum fax; editor di saggistica e direttore editoriale di Fazi, dal 2008 lavora per Ponte alle Grazie. Fonda il Laboratorio Aperto di Ricerca Poetica e lavora per la rivista Dàrsena. Nel 2004 pubblica Faldone zero-otto. Nel 2009 è fra i vincitori del Premio Delfini. Una scelta dal Faldone zero-trentasette è pubblicata da Aragno nel 2014 Faldone zero-trentanove. Estratti 2007-2010, I; un’altra è uscita da Oèdipus nel 2018 Faldone zero-trentasette. Estratti, II. Nel 2014 termina il Faldone zero-cinquantanove, novantotto-novantanove; nel 2019 esce da Tic Edizioni un estratto Deleuze, o dell’essere chiunque chiunque. Il Saggiatore pubblica un estratto Il libro di G., della quinta versione del Faldone ancora in corso. Ha curato Poeti degli anni Zero; è stato fra gli animatori di ESCargot e di Generazione TQ; redattore del Caffè illustrato. Ha fatto parte del collettivo C17.

 

 

Antonio Prenna (1956), giornalista e autore tv. Lavora alla televisione di stato della Repubblica di San Marino realizzando servizi e programmi di cultura e spettacoli. Ha collaborato tra gli altri con Tonino Guerra e Pippo Baudo. Ha pubblicato per Dakota Press Alfabeto privato nel 2014 e per Pequod la raccolta di poesie Piante Carnivore in salotto (2019), ha curato per Dakota Press i volumi I fiori del male (2015) di Charles Baudelaire, Feste galanti (2018) di Paul Verlaine e nell’occasione di questa edizione de “La punta della lingua” Il battello ebbro di Arthur Rimbaud e Il corvo di Edgar Allan Poe.

 

 

 

 

 

 

Artūrs Punte (1977) è un poeta, editor e artista multimediale. Ha curato numerose raccolte di poesia e insieme ad Alexander Zapol è stato curatore dell’antologia Современная русская поэзия Латвии. 1985 – 2005 / Poesia russa contemporanea in Lettonia: 1985 – 2005. È uno dei fondatori del progetto di poesia multimediale Orbita – un gruppo creativo di poeti e artisti russi, le cui opere mettono in comunicazione vari generi artistici (letteratura, musica, video, fotografia , VJ, web, ecc.) e culture. Le poesie di Artūrs Punte sono state tradotte in inglese, tedesco e in altre lingue. Artūrs Punte vive a Riga e scrive in russo e in lettone. In italiano le sue opere sono state pubblicate nelle antologie Nell’Orbita di Riga (L’Obliquo 2006) e Deviando sollecitato dalla rotta (Stilo 2016).

 

 

 

 

Maria Pia Quintavalla  è autrice di Cantare semplice (1984, Tam Tam ) Lettere giovani (1990, Campanotto), Il Cantare (1991, Campanotto), Le Moradas (1996, Empiria), Estranea (canzone) (2000, Manni, prefazione di Andrea Zanzotto )  Corpus solum, (2002, Archivi del ‘900), Album feriale ( 2005, Archinto ), Selected poems, Gradiva N.Y. 2008,  China, (2010, Effigie), I Compianti( Effigie 2013 /015), Quinta vez (Stampa2009), 2018. Numerosi i premi, finalista più volte al Viareggio. Dal 1985 ha curato Donne in poesia, e le omonime antologie, e a Parma la rassegna: Coppie del ‘900 in poesia / Un altro canone italiano; in precedenza: Bambini in rima / La poesia nella scuola dell’obbligo. Conduce laboratori di scrittura, Università agli studi di Milano. Collabora a diverse riviste storiche di poesia ed è anche traduttrice: Gradiva, N.Y., Traduzione /tradizioni, Milano; Schema, Univ. di Tubinga; Certa, Empireuma; Ed. DHK, Zagreb, Terre des femmes, Une nouvelle poésie italienne, Sorbona, Paris.

 

 

Alessandra Racca scrive poesie che si sono infilate in rete, riviste, pubblicazioni varie e nelle raccolte Poesie antirugheL’amore non si cura con la citrosodinaConsigli di volo per bipedi pesanti, Nostra signora dei calzini deluxe (2011, 2013, 2016, 2018, Neo Edizioni).

Appassionata di poesia “ad alta voce”, fermamente decisa a dimostrare che la poesia non è una noia, è autrice di reading nei quali mescola poesia e teatralità a una dose massiccia di ironia e musica. Dal 2008 porta i reading in viaggio per l’Italia, collaborando con musicisti ed altri artisti.

È inoltre slammer, organizzatrice e presentatrice di poetry slam, contest fra poeti con giuria popolare. Fa parte del direttivo della Lega Italiana Poetry Slam e ne è coordinatrice per il Piemonte.

Tiene corsi di scrittura creativa per adulti e per bambini utilizzando il linguaggio della poesia e il piacere di giocare con le parole.

Il suo blog è www.signoradeicalzini.it.

 

 

 

 

 

Massimo Raffaeli scrive da decenni di critica letteraria su quotidiani e riviste, collabora ai programmi di Radio3 Rai e della Radio Svizzera italiana. Ha curato testi di autori italiani e ha tradotto dal francese. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui Novecento italiano (Luca Sossella editore 2001), Bande à part. Scritti per ‘Alias’ (Gaffi editore 2011, “Premio Brancati”), I fascisti di sinistra e altri scritti sulla prosa (Aragno 2014).

 

 

 

 

Silvio Raffo, il traduttore del Meridiano Mondadori Tutte le poesie di Emily Dickinson, oggi alla decima ristampa, nativo di Roma, vive fra Roma e Varese. E’ il traduttore italiano più prolifico di poeti angloamericani (Sorelle Bronte, Dorothy Parker, Edna St. Vincent Millay, Alfred Douglas, Branwell Bronte, Philip Larkin, Christina Rossetti, Sara Teasdale, Wendy Cope).  Ha pubblicato dieci romanzi, fra cui La voce della pietra, da cui è stato tratto l’omonimo film con Emilia Clarke; con varie raccolte di poesia ha vinto i premi più prestigiosi, dal Gozzano al Montale. La sua opera di saggistica più recente è l’antologia Muse del disincanto (poesia italiana del 900) edita da Castelvecchi. Da più di trent’anni   porta sui palchi dei teatri italiani la sua piéce dedicata a Emily Dickinson I’m nobody! Who are you? (Io sono nessuno! Tu chi sei?). A questa edizione del Festival contribuirà con la recitazione di parte di quest’opera e l’illustrazione della poetica dickinsoniana.

 

 

 

 

 

Anna Maria Robustelli vive a Roma. Ha curato Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi, La Vita Felice 2018  insieme a L. Magazzeni, F. Mormile e B. Porster.  Con loro ha anche curato e tradotto La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua  inglese, La Vita Felice 2015 e Corporea, il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, Le Voci della Luna 2009, riedito da Ed. Dot.com Press nel 2012.  Nell’ambito del Laboratorio di Traduzione di Monteverdelegge ha tradotto insieme a M. A. Basile, F. Mormile, A. M. Rava e P. Splendore, Erranti senza ali di Philip Schultz, a cura di P. Splendore, Donzelli Poesia 2016, e di Tutto ricomincia di Eleanor Wilner a cura di F. Mormile, gattomerlino 2016 insieme a M. A. Basile, F. Mormile, A. M. Rava, P. Splendore e J. Wilkinson. È in corso di pubblicazione per la FUIS un’antologia di traduzioni di poesie di Maureen Duffy.

 

 

Enrico Rustici Improvvisatore di rime e suonatore\costruttore di nacchere toscane. Divaga dallo stile del rap a quello della “Ottava Rima”. Proviene dal sud della Toscana , dalla campagna maremmana. Ha partecipato a numerosi incontri nazionali e internazionali di improvvisazione in versi. È stato ospite all’ultima edizione del premio Tenco insieme a David Riondino proprio per cimentarsi con quest’ultimo in improvvisazioni in rima sul palco dell’Ariston.

 

 

 

 

 

 

 

Silvia Salvagnini è nata a Venezia nel 1982. Ha esordito nel 2004 con le poesie di Silenzio cileno, seguite da I baci ai muri (2006), sempre accompagnando testi e illustrazioni. Nel 2009, con l’opera laelefantevolante, ha vinto la quinta edizione del premio per la poesia contemporanea Antonio Delfini, a cura di Nanni Balestrini.   Ha pubblicato gli albi illustrati L’orlo del vestito (Sartoria Utopia 2016) e Il giardiniere gentile (VerbaVolant 2016). 
Nel 2015 è stata tra i poeti ospiti alla Sorbona, a Parigi, per il convegno “Génération 80”, come una delle voci più originali e significative della propria generazione.  
È pianista dall’età di sei anni e, da un decennio, realizza concerti in cui parole, immagini e musica elettronica e acustica si mescolano per dare forma a una poesia viva. Con Nico De Giosa (musiche) e Alessandra Trevisan (voce) ha creato un progetto di poesia performativa contemporanea in cui i suoi testi diventano più-che-canzoni. Il trio ha all’attivo il disco omonimo Il seme dell’abbraccio (Milk Music 2018), da ascoltare qui.

 

 

 

 

 

Simone Savogin è nato a Como nel 1980. Ha frequentato la facoltà di Scienze e Tecnologie della comunicazione musicale a Milano. Dopo un primo tentativo giovanile nel teatro, si è avvicinato al settore del doppiaggio di videogiochi, cartoni animati e documentari, dove lavora ormai da 10 anni. Nel 2005 ha scoperto il mondo dello slam e ha partecipato alla fondazione della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam) il cui campionato nazionale ha vinto 3 volte di seguito, dal 2015 al 2017. Ha partecipato agli europei, ad altri festival internazionali e alla coppa del mondo di slam a Parigi, classificandosi 7° a pari merito con il Giappone. “Urla” in 4 band e collabora con l’ANPI per la divulgazione dei principi fondamentali della costituzione e della carta dei diritti umani, con spettacoli su figure della resistenza, deportati e altre storie riguardanti la seconda guerra mondiale.

 

 

Fabio Maria Serpilli, nasce ad Ancona, studia Filosofia e Teologia  presso l’Università Lateranense a Roma. Vince molti premi: il Premio di Poesia Contemporanea di Pavia  con Mistero in cartapesta (1993); il Premio Naz. di poesia dialettale “Guido Modena” con  Portonovo; il Premio di Poesia “Spiaggia di velluto” con Ad aperto silenzio; il Premio Olimpo da Sassoferrato alla carriera per l’opera poetica in lingua e in dialetto (2006). Pubblica libri di poesie: in dialetto Castalfretto nostro (1987); I luoghi dell’anima (2002); Esino, immagini e parole (2005); Poeti e Scrittori dialettaliFalconara e i quaranta padroni (2009); Dizionario dialettale aguglianese (2010); Lingua lengua (2017); con Jacopo Curi l’Antologia Poeti neodialettali marchigiani (2018). Molti suoi testi sono antologizzati. Cura la sezione Poeti dialettali delle Marche. Riceve il Premio alla Carriera per la Poesia e la promozione culturale (2019).

 

 

Luca Serrani nasce ad Ancona nel 1978. Come Senza Respiro finalista al Premio Scenario-Premio Scenario per Ustica 2009 e vincitore del Bando Fuori Rotta di Milano 2010. Nel 2006 fonda con Isadora Angelini la Compagnia Teatro Patalò che produce: Zio VanjaI Passeggeri, In BiancoQuattro Soli,  Blù , Emily_Il Giardino nella MenteSilenzi_Frammenti di un Discorso di Coppia, Rumore Umano; e spettacoli per l’infanzia OdisseaDiario Segreto di PollicinoFiaba di Fine Inverno e Storia di una bambina. Crea opere con giovani allievi: Lettere dal PresenteFuturo PerfettoA Cloud e Fino alla fine del mondo e Il Fuoco e Odissea, viaggio in otto canti  per Il Cantiere Poetico per Santarcangelo. Fa parte di “Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche”; è attore in spettacoli: Il Cielo degli altri e Nella Tana del Lupo. Ha collaborato come performer e light-designer con il duo di danza La Ragione-Buldrini in You b; direttore artistico con Isadora Angelini di Fuor di Teatro e Fuori Stagione.

 

Vladimir Svetlov (1973) è poeta, fotografo e performer. Le sue poesie sono state tradotte in lettone, inglese, tedesco e italiano. È uno dei membri del progetto di poesia multimediale Orbita – un gruppo creativo di poeti e artisti russi, le cui opere mettono in comunicazione diversi generi artistici (letteratura, musica, video, fotografia, VJ, web, ecc.) e culture. Il suo primo libro di poesie in russo e lettone è stato pubblicato nel 2014 insieme alle sue fotografie. In italiano le sue opere sono state pubblicate nelle antologie Nell’Orbita di Riga (L’Obliquo 2006) e Deviando sollecitato dalla rotta (Stilo 2016).

 

 

 

 

 

Sergey Timofeyev (1970) è poeta, giornalista, traduttore e DJ. È autore di sette raccolte di poesie. Le sue poesie sono state tradotte in inglese, italiano, svedese, tedesco, ucraino e in altre lingue. Partecipa attivamente a vari festival di poesia in tutto il mondo. Nello spazio culturale post-sovietico è stato uno dei primi a cimentarsi col genere della video-poesia. La sua prima opera di video-poesia Orchestra Rehearsal è stata realizzata nel 1994 in collaborazione con il regista Victor Vilx. È uno dei fondatori del progetto di poesia multimediale Orbita – un gruppo creativo di poeti e artisti russi, le cui opere mettono in comunicazione vari generi artistici (letteratura, musica, video, fotografia, VJ, web, ecc.) e culture. Sergey Timofeyev vive a Riga, scrive in russo, continua a mescolare la poesia moderna con altre forme d’arte e media. In italiano le sue opere sono incluse nelle antologie Nell’Orbita di Riga (L’Obliquo 2006) e Deviando sollecito dalla rotta (Stilo 2016).

 

 

 

 

 

Fabrizio Venerandi è cofondatore, con Maria Cecilia Averame, della casa editrice sperimentale Quintadicopertina (2010).  È scrittore di libri, di ebook digitali, di interactive fiction e MUD. Con il collettivo bib(h)icante è poeta e performer. Tra le pubblicazioni più recenti, Poesie Elettroniche (Quintadicopertina 2016), Il mio prossimo romanzo (Antonio Tombolini Editore, 2017), Guida all’immaginario Nerd (Odoya, 2019). Nel 2018 ha ricevuto la menzione speciale per Poesie Elettroniche al Grand Prix Möbius di Lugano.

 

 

 

 

 

 

Massimo Vico è nato ad Ancona, dove risiede, nel 1949. Dopo il collocamento a riposo si è dedicato alla scrittura poetica, soprattutto nel dialetto della sua città. Ha pubblicato Poesie in dialetto anconetano (Versante, Eliografia Moderna Cionna, Falconara Marittima, 2016), insieme a Maria Gabriella Ballarini e la silloge J ultimi e ‘l primo nell’antologia Secondo repertorio di poesia contemporanea (Arcipelago itaca, Osimo, 2018). Nello stesso 2018, con la sua raccolta di poesie Legéra, cumei giorni…, ha ricevuto una menzione speciale alla quarta edizione del Premio Nazionale Editoriale di Poesia “Arcipelago itaca”.

 

 

 

 

 

Vittorio Zollo nasce a Benevento nel 1988; vive a San Leucio del Sannio. Si laurea all’Università
di Fisciano in Discipline delle Arti Visive, della Musica, dello Spettacolo e della Moda. Suona
l’Organetto e il Pianoforte; scrive canzoni, sceneggiature, sketch teatrali e componimenti poetici
dialettali. Nel 2015 è referente LIPS; realizza il primo campionato campano di Slam Poetry. Nel
2016 crea il laboratorio di Slam Poetry nella sezione femminile del carcere di Benevento; è
campione regionale da 4 anni, e ideatore di “Caspar – Campania Slam Poetry”. Nel 2018 è ospite
dell’Istituto Dante Alighieri dell’Università di Siviglia per un workshop sulla Poesia performativa e lo
Spoken Word, e crea il video poetico: Capitone. Realizza lo spettacolo La ruralità, la vita di paese,
la polverizzazione del Super-Io; nel 2019 Spaghetti Revolution, Poesia Performativa e Street Art a
Benevento; Stazione Fantasma. Ora gira per l’Italia con lo spettacolo Metalli Pesanti.

 

 

 

 

 

Cristina Battocletti è critica cinematografica con la passione per la Mitteleuropa e lavora alla “Domenica” del Sole 24 Ore. Ha scritto a quattro mani con l’autore sloveno la biografia di Boris Pahor, Figlio di nessuno (Rizzoli, 2012), premio Manzoni come miglior romanzo storico; La mantella del diavolo (Bompiani), Premio Latisana, finalista ai premi Bergamo, Rapallo e Asti. Bobi Bazlen, L’ombra di Trieste (La Nave di Teseo 2017), premio Martoglio e Comisso.

 

 

 

 

 

 

 

“Già è da idioti pensare di sostituire una biografia con una citazione altrui, figuriamoci con una propria”

(cit. Matteo Di Genova)

 

 

 

 

 

 

 

Gianluca D’Annibali è nato a Fermo nel 1981, vive e lavora a Porto Sant’Elpidio. Dopo il diploma di maturità ha frequentato la facoltà di Lettere moderne. Appassionato di letteratura e canzone d’autore, scrive sia in lingua che in dialetto. In lingua ha pubblicato Il passo lento dell’acqua (peQuod, Ancona, 2007) e Sulla riva del foglio (L’Orecchio di Van Gogh, Falconara, 2009). In dialetto ha pubblicato Come ll’acqua ‘ndorno a ‘n zassu, in Poesia neodialettale (peQuod, Ancona, 2010), condivisa con Francesco Gemini e ‘Tunno ‘tunno a la vellezza, in Lingua lengua. Poeti in dialetto e in italiano (Italic Pequod, Ancona, 2017), insieme alle opere di Jacopo Curi, Francesco Gemini e Fabio Maria Serpilli. A pochi pensieri dalla riva (Italic, Ancona, 2014) contiene poesie sia in lingua che in dialetto. Alcuni suoi testi sono contenuti nel volume  L’Italia a pezzi (2014) e in altre antologie poetiche nazionali. Collabora in veste di giurato a diversi premi di poesia sia in lingua che in dialetto.