OSPITI

Damiano Abeni (Brescia, 1956) ha pubblicato un centinaio di libri tradotti dall’inglese, la maggior parte dei quali dedicati a poeti nord-americani quali Mark Strand, John Ashbery, Charles Simic, Elizabeth Bishop e, tra i più recenti, a Charles Wright, Ben Lerner, Moira Egan, Frank Bidart e Anthony Hecht. Collabora con diverse case editrici e riviste letterarie. È tra i redattori di “Nuovi Argomenti” e della rivista online “Le Parole e Le Cose”. Ha ricevuto una fellowship del Liguria Study Center for the Arts and Humanities (Bogliasco Foundation, 2008) e una delle Rockfeller Foundation Fellowship (Bellagio, 2010). Nel 2009 è stato Director’s Guest presso il Civitella Ranieri Center. È cittadino onorario per meriti culturali di Tucson, Arizona, e di Baltimore, Maryland. Recentemente, parte di sé ha pubblicato “from the dairy of jonas & job, inc., pigfarmers” [ikonaLiber, Roma, 2017], tradotto a fronte in italiano da un’altra parte di sé.

 

 

Laura Accerboni (Genova, 1985) vive a Lugano. Sue poesie sono state pubblicate su diverse riviste tra cui: Nuova corrente; Italian Poetry Review; Gradiva; Poesia di Crocetti Editore; Lo Specchio de La Stampa; Steve; Capoverso; Serta(Madrid); Loch Raven Review (Maryland) e sulla rivista olandese Kluger Hans. Sono in corso di pubblicazione sulla rivista svedese 10TAL. Nel 2015 è uscito presso la casa editrice Nottetempo il libro di poesie La parte dell’annegato.Nel 2010 ha pubblicato per le Edizioni del Leone la raccolta poetica Attorno a ciò che non è stato (Premio Marazza Opera Prima, 2012). Ha conseguito diversi premi letterari tra cui: Lerici Pea (1996), Il Molinello (2000), Piero Alinari (2011).È stata ospite di numerosi festival internazionali.È tra i poeti selezionati per il progetto Versopolis, iniziativa promossa dall’Unione Europea. Sue poesie sono tradotte in inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese, svedese, sloveno, croato, arabo, slovacco, estone, romeno, armeno e macedone. Si occupa anche di fotografia.

 

 

Fabiano Alborghetti (1970) ha pubblicato diverse raccolte di poesia. Ha scritto per riviste e sul web, ha fondato magazine letterari, creato rubriche, programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali e come promotore culturale coordina traduzioni di autori svizzeri all’estero. Grazie a Pro Helvetia e al Dipartimento federale degli affari esteri DFAE è chiamato a rappresentare la Svizzera in numerosi festival nel mondo. È nel Consiglio di Direzione dell’AdS e nel comitato scientifico del Festival di traduzione Babel; dirige la collana di poesia per Gabriele Capelli Editore. Traduzioni di sue poesie (estratti o in-extenso) sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Tra le pubblicazioni si ricordano: Registro dei fragili, 43 Canti (Casagrande, 2009); L’opposta riva, dieci anni dopo (La vita felice 2013) e Maiser (Marcos y Marcos, 2017). Nel 2018 gli viene conferito il Premio Svizzero di Letteratura.

 

 

Walter Angelici è nato il 30 dicembre 1964. Dopo il diploma magistrale presso l’Istituto Statale d’Arte di Ancona inizia l’attività grafico-pittorica collaborando come illustratore per le maggiori case editrici. Si iscrive contemporaneamente ai corsi di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e si diploma con lode nel 1994. Nel 1998 decide di interrompere le collaborazioni editoriali sviluppando un personale percorso di ricerca nel campo della pittura e dell’incisione. Nel 1999 gli viene assegnato il premio”Ginestra d’oro” per un ciclo di dipinti e monotipi nati dalla rivisitazione di un testo dello scrittore Dino Buzzati. Ha condiviso con gli studenti le sue esperienze nelle cattedre di Scultura, Illustrazione e Tecniche della Xilografia presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, dal 2007 fino al 2011. Numerosi cataloghi monografici ne documentano l’attività artistica. La sua ricerca è rivolta oggi, oltre che alla pittura e all’incisione, alla fotografia. Dal 2011 al 2016 è stato Docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Statale di Brera-Milano. Oggi conduce un laboratorio di Arte presso l’istituto Einstein Nebbia di Loreto.

 

 

Cristina Babino è nata ad Ancona. Tra le sue pubblicazioni:  il poemetto bilingue italiano/inglese “Ophelia” (Carteggi Letterari, 2017), la cura e traduzione del volume “Pastorali” del poeta americano John Taggart (Vydia, 2013, premio Achille Marazza 2014 per la traduzione poetica sezione giovani), la raccolta di scritti letterari “Letture” (Ed. Arcipelago itaca, 2016, Premio Nazionale “Arcipelago itaca” 2015), la monografia critica “La Ferita. Opere di Walter Angelici 1994 – 2009” (La Via Lattea, 2010). Ha curato inoltre i volumi collettanei “Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche” (Vydia, 2014), “S’agli occhi credi. Le Marche dell’arte nello sguardo dei poeti” (Vydia, 2015) e, in collaborazione con Francesca Matteoni, “Sorgenti che sanno. Acque, specchi, incantesimi” (La Biblioteca dei Libri Perduti, 2016). Ha collaborato con testi critici e recensioni a numerose riviste letterarie e suoi testi sono inclusi in antologie e periodici letterari italiani e stranieri.  E’ direttore editoriale di Vydia Editore.

 

 

Nanni Balestrini Poeta, romanziere e artista visivo nato a Milano il 2 luglio 1935, vive attualmente a Roma.  Agli inizi degli anni ’60 fa parte dei poeti “Novissimi” e del “Gruppo 63”, che riunisce gli scrittori della neoavanguardia.
Nel 1963 compone la prima poesia realizzata con un computer.
E’ autore, tra l’altro, del ciclo di poesie della “signorina Richmond” e di romanzi sulle lotte politiche degli anni Settanta come Vogliamo tutto e Gli invisibili.
Ha svolto un ruolo determinante nella nascita delle riviste di cultura «Il Verri», «Quindici», «Alfabeta», «Zoooom». Nel campo delle arti visive, ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero. Nel 1993 è presente alla Biennale di Venezia e nel 2012 a Documenta di Kassel.

 

 

Marco Benedettelli (Ancona, 1978) ha pubblicato il reportage narrativo Chi brucia. Nel Mediterraneo sulle tracce degli harraga. (Vydia 2018) e la raccolta di racconti racconti La regina non è blu (Gwynplaine edizioni, 2012). Ha collaborato come giornalista freelance con Avvenire, il manifesto, Sole24ore.it, D di Repubblica, Popoli e Missione, Vita no profit, Il Corriere della Sera, Left e vari quotidiani locali, specializzandosi nel genere del reportage da zone di crisi. È tra i fondatori e coordinatori di Argo, rivista ventennale di letteratura. Ha scritto su Nazione Indiana ed è stato parte del collettivo 48ore.com (oggi off-line).

 

 

Stefano Bernardinelli, nato a Milano nel 1970, dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Lettere moderne all’Università degli studi di Milano. Attualmente è impiegato presso l’Università degli studi di Milano. Ha tradotto e curato i seguenti volumi di poesia:  José Emilio Pacheco, “Gli occhi dei pesci. Poesie 1958-2000”, Edizioni Medusa, Milano, ottobre 2006; Nicanor Parra, “Le montagne russe. Poesie scelte”, Edizioni Medusa, Milano, gennaio 2008; Blanca Varela, “Crocifinzioni”, edizioni nottetempo, Roma, dicembre 2013; Jorge Riechmann, “Amo il tuo corpo imperfetto. Poesie scelte 1986-2011”, Edizioni Medusa, Milano, dicembre 2013; Juana Bignozzi, “Per un fantasma intimo e segreto. Poesie scelte 1967-2014”, Edizioni LietoColle, Faloppio (CO), dicembre 2015. Ha collaborato con alcune tra le maggiori riviste letterarie italiane: Nuovi Argomenti (Arnoldo Mondadori Editore), Poesia (Crocetti Editore), Lo Straniero (Contrasto Due Editore), L’Immaginazione (Editore Piero Manni), Semicerchio – Rivista di poesia comparata (Pacini Editore), pubblicandovi articoli e traduzioni da poeti spagnoli e ispanoamericani.

 

 

Luca Bernardini (Firenze, 1989) psicologo costruttivista intersoggettivo; insegnante di teatro e improvvisazione teatrale a scopo ricreativo ed educativo per liceali, universitari, adulti, psicologi e psicoterapeuti; autore, regista e interprete degli spettacoli teatrali su testo “Non credevo che la vita fosse così facile” e “Bipedi universi”; ideatore ed improvvisatore nella compagnia “I Menchi”, nello spettacolo di monologhi improvvisati “Congratulazioni per aver notato che questo non è un tergicristallo” e nel duo improvvisato “3MENO1”; autore del cortometraggio originale “Villette a Schiera”; campione nazionale italiano di Poetry Slam 2018 (www.lucabernardini.jimdo.com).

 

 

Andrea Bitonto nasce nel 1975 a Taranto, e vive a Talsano, borgata poco distante. Si trasferisce nel 1994 a Bari, dove si laurea in Lingue e Letterature Straniere. Nel capoluogo pugliese, dove vive per vent’anni, si mantiene con vari lavori, si dedica all’impegno sociale e al volontariato in varie associazioni, viaggia in Italia e Spagna. Varie esperienze artistiche di carattere musicale e teatrale lo appassionano alla cultura, e incontra la propria vocazione per la poesia grazie al progetto “Poesia In Azione” (Bari), e dal 2014, grazie alla collaborazione sempre più stretta ed entusiasmante con LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, di cui è coordinatore area Sud). Fa parte del collettivo poetico “Slammals – branco poetico”. È tra gli autori di una raccolta di poesia civile (“Le gazze disattente”, 2015 SECOP). Attualmente vive ad Alberobello, insegna spagnolo nei licei, ama organizzare e partecipare a poetry slam, soprattutto in Puglia. Scrive poesie da sempre.

 

 

Ana Blandiana è una delle maggiori poetesse romene tradotta in molte lingue. Nata nel 1942 a Timisoara l’eroica città che nel 1989 diede origine alla rivolta che avrebbe deposto dal potere Ceausescu. Ha studiato a Oradea laureandosi in filologia all’Università di Cluj, dove fece il suo debutto all’età di 17 anni su “Tribuna”. È stata per un periodo curatrice di settimanali studenteschi ma rimane attiva sul fronte della poesia pubblicando in rapida sequenza tre volumi di poesia: “First Person plural” (1965), “Vulnerable Heel” (1966) and “Third Sacrament” (1969)che riceve un “Herder Prize”. Benchè commentatrice freelance per i settimanali culturali di Bucarest le poesie di Blandiana vengono proibite negli anni ’80 dalla censura di Ceausescu. Nel 1985 Blandiana riesce a sfuggire alla censura draconiana pubblicando alcune poesie con una velata critica a Ceausescu, sul settimanale culturale “Amphiteatre”. Il vero significato delle sue poesie fu scoperto troppo tardi per fermarne la pubblicazione e come risultato Blandiana fu bandita completamente dalle pubblicazioni e il suo nome cancellato dai libri. Tuttavia le poesie di Blandiana si trasmettono di bocca in bocca e si diffondono manoscritte su fogli volanti divenendo una sorta di “Samizdat” orale. nel 1988 Blandiana viene denunciata come autrice di una poesia che diventa famosa – “Motanul Arpagic” (“Tom cat Onion”) . E’ uno dei membri fondatori della ‘Alianta Civica’ ed un critico e moderatore delle Coalizione di governo nella Romania post-comunista: spesso la sua voce ha espresso la coscienza del popolo. Nonostante il suo coinvolgimento politico continua a scrivere e pubblica diversi volumi di poesia e prosa, che hanno per tema, per lo più, le donne: “The architecture of waves” (1990), “One hundred poems” (1991), “A Drawer full of applause”. È sposata con lo scrittore Rusan, ma continua a scrivere usando lo pseudonimo di quando era nubile.

 

 

maddalena braconiMaddalena Braconi , nata a jesi, si laurea in Filosofia alla facoltà di Alma Mater Studiorum di Bologna.
Scrive per urgenza e diletto e di recente ha partecipato a qualche gara di Poetry Slam.
Lavora come grafica, coltiva la fotografia e la danza come passioni personali.

 

 

 

ph. di Fabio Sebastiano

Azzurra D’Agostino ha pubblicato varie raccolte di poesia, tra cui D’aria sottile, Transeuropa 2011 – selezione Premio Viareggio; Canti di un luogo abbandonato, SassiScritti 2013 – menzione speciale Premio Marrazza e vincitore Premio Carducci 2014, Alfabetiere privato, Lietocolle- Pordenonelegge 2016 (finalista Premio Carducci 2017). Ha pubblicato insieme a Barbara Vagnozzi i libri illustrati Piccoli amori eIntervista alla felicità, Fatatrac 2018. Scrive per il teatro, conduce laboratori di poesia e si occupa di organizzazione culturale come presidente dell’Associazione Culturale SassiScritti.

 

 

Lella De Marchi (Pesaro, 1970), è poeta autrice performer. Ha pubblicato tre libri di poesia: “La spugna” (Raffaelli, 2010) “Stati d’Amnesia” (LietoColle, 2013), “Paesaggio con ossa” (Arcipelago Itaca, 2017) ed uno di racconti brevi “Tutte le cose sono uno” (Prospettiva Editrice, 2013). Collabora come recensionista di libri di poesia contemporanea con la rivista “Versante Ripido”. 
E’ diplomata al CET di Mogol come autrice di testi di canzoni.

 

 

 

Evelina De Signoribus si è laureata in Letteratura Italiana Contemporanea presso La Sapienza di Roma con una tesi sulla poesia di Paolo Volponi. Alcune sue sequenze poetiche sono apparse su «Nuovi Argomenti», «Il Caffè illustrato», «l’immaginazione», nelle antologie 12 Poetesse italiane (Nuova Editrice Magenta, 2008) e Jardines secretos Joven PoesÍa Italiana (SIAL Ediciones, 2008). Ha pubblicato il quaderno di racconti La capitale straniera (Quodlibet, 2008) e due raccolte poetiche: Pronuncia d’inverno (Canalini e Santoni, 2009) e Le notti aspre (il Canneto Editore, 2017). Ha curato, insieme ad Elena Frontaloni, l’antologia per l’infanzia Poeti in classe (italic pequod, 2017).

 

 

Anna Elisa De Gregorio è nata a Siena da genitori campani. Abita ad Ancona dal 1959 dove lavora presso una agenzia di marketing. Ha pubblicato nel 2010 il suo primo libro di poesie Le Rondini di Manet per i tipi di Polistampa di Firenze, prefazione di Alessandro Fo (Premio Pisa 2010 opera prima; Premio Contini Bonacossi 2011 opera prima). Nel 2012, grazie al concorso Inedito Colline di Torino, ha pubblicato il suo secondo libro Dopo tanto esilio per i tipi di Raffaelli Editore di Rimini, prefazione di Davide Rondoni (nella cinquina finalista del premio Gradiva, New York 2013, primo premio Borgo di Alberona 2014). Nel 2013 ha pubblicato, grazie al DARS di Udine, una plaquette di poesie dal titolo Corde de tempo in dialetto anconetano. Nel 2016 per l’editore La Vita Felice di Milano pubblica il volume Un punto di Biacca con una nota di Francesco Scarabicchi (nella terna del premio Metauro 2016). E’ presente in numerose antologie, pubblica articoli su riviste letterarie e blog (Poesia, Caffè Michelangiolo, Le Voci della Luna, Clandestino, Atelier, L’Immaginazione, Periferie, Nostro Lunedì, Poesia 2.0, Versante Ripido, Fili di Aquilone). Ha organizzato stage presso le scuole sulla poesia haiku.

 

 

Eleonora Del Sorbo ènata a Macerata Feltria nel 1978, vive a Pesaro dove insegna in una scuola che tanti anni fa nascondeva un monastero. Dice di sè:” Sono legata al mare, alle conchiglie eppure a volte scappo ad ascoltare i rintocchi del campanile dell’antica torre dove sono nata. Amo raccontare ad alta voce, disegnare e dare voce ad oggetti sepolti dalla madre terra. Da bambina sognavo di scoprire Atlantide, da grande volevo fare l’archeologa, ho studiato all’Università!! Ora mi chiamano prof e sono felice”.

 

 

 

 

Moira Egan è nata a Baltimora (USA). Suoi lavori sono apparsi in molte riviste statunitensi e internazionali, e in diverse antologie, tra cui Best American Poetry 2008, e in traduzione su Nuovi Argomenti, Poesia, e Lo Straniero. I suoi libri sono Hot Flash Sonnets (Passager Books, 2013); Spin (Entasis, 2010); Bar Napkin Sonnets (The Ledge, 2009); La Seta della ravatta/The Silk of the Tie (Edizioni l’Obliquo, 2009); e Cleave (WWPH, 2004). Con Italic peQuod ha pubblicato Strange Botany / Botanica arcana (2014) e Olfactorium (2018). Con Damiano Abeni ha pubblicato numerosi libri di traduzioni in Italia (tra gli autori ricordiamo John Ashbery, Aimee Bender, Lawrence Ferlinghetti, John Barth, Anthony Hecht, Mark Strand). Sue traduzioni da poeti italiani, realizzate a quattro mani con Abeni, sono pubblicate su numerose riviste negli USA e alcune sono raccolte nello FSG Book of 20th Century Italian Poetry (2012) e nel volume di Patrizia Cavalli My Poems Will Not Change the World (FSG, 2013). Moira Egan ha ricevuto fellowship da prestigiose istituzioni quali la Mid Atlantic Arts Foundation; il Virginia Center for the Creative Arts; il St. James Cavalier Centre for Creativity a Malta; il Civitella Ranieri Center; la Rockefeller Foundation, Bellagio Center; e la James Merrill House.

 

 

Azam Bahrami, attivista e scrittrice nata in Iran ha ottenuto l’asilo politico in Italia nel 2011. Ha conseguito la laurea magistrale in Fisica dell’Ambiente presso l’università di Torino e un MBA in Mashhad. Ha insegnato fisica nelle scuole superiori in diverse città dell’Iran. In Iran ha svolto attività politiche e culturali che le hanno causato l’interdizione all’insegnamento nelle scuole pubbliche e vari periodi di detenzione nelle carceri iraniane. Nel febbraio del 2011, con un ritardo di quasi tre anni dalla sua stesura dovuto dalla complessa situazione politica, è stato pubblicato un suo libro dal titolo “(Una donna in due ruoli) "یک زن در دو لوکیشن"; il libro ha vinto un prestigioso premio iraniano denominato “Sadegh Hedayat”, istituito in onore dell’omonimo scrittore della letteratura persiana moderna. Il testo è una raccolta di storie di donne iraniane nel ruolo di casalinghe impegnate nella vita sociale e lavorativa. Il suo secondo libro intitolato “دکمه های لباس من هنوز بسته اند” (I bottoni del mio vestito sono ancora chiusi) viene pubblicato nel 2014 dalla rivista on line "Se Panj"; nel 2014 è stata pubblicata una raccolta di poesie in lingua persiana intitolata “The Bird on the Nervure”"پرنده ای روی شاهرگ " pubblicata da H&S Media. Ha collaborato con più NGO impegnate per lotta sui diritti umani, in contatto con le Nazioni Unite e partecipato periodicamente ad un programma radiofonico che tratta temi ambientali trasmesso su "Radio Farda”. Ha lavorate anche con vari associazione e cooperative italiani , Casa del quartieri, biblioteca Lomroso, Donne società Civile , ragione Piemonte, Sapori Reclusi,…sul progetti con tema delle donne. Attualmente è autrice di articoli pubblicati on line per le vari riviste (Ghalamro, Zamaneh, Farda,…)riguardanti diverse problematiche iraniane come la condizione economica delle donne, discriminazione e limitazione sulle donne, il ruolo delle donne in sviluppo sostenibile, il fenomeno dell’ immigrazione femminile, la questione dell’ inquinamento ambientale e le varie forme di violazione dei diritti umani.

 

 

Fabio Franzin è nato nel 1963 a Milano. Vive a Motta di Livenza, in provincia di Treviso. E’ redattore della rivista di civiltà poetiche “Smerilliana”. Ha pubblicato le seguenti opere di poesia Il groviglio delle virgole, Stamperia dell’arancio, 2005 (premio “Sandro Penna”), Pare (padre) Helvetia, 2006, Mus.cio e roe (Muschio e spine), Le voci della luna, 2007 (premio “San Pellegrino”, premio “Insula Romana” e premio “Guido Gozzano”) , Fabrica, Atelier, 2009 (Premio “Pascoli”, Premio “Baghetta”), Rosario de siénzhi (Rosario di silenzi – Rožni venec iz tišine) Postaja Topolove, 2010, edizione trilingue con traduzione in sloveno di Marko Kravos, Siénzhio e orazhión (Silenzio e preghiera) Edizioni Prioritarie, 2010, Co’e man monche (Con le mani mozzate) Le voci della luna, 2011 (premio “Achille Marazza”, finalista al premio “Antonio Fogazzaro”, Canti dell’offesa, Il Vicolo, 2011, Margini e rive, Città Nuova, 2012, Bestie e stranbi, Di Felice (I poeti di Smerilliana), 2013, Fabrica e altre poesie, Ladolfi editore, 2013, Sesti/Gesti Puntoacapo, 2015, Erba e aria, Vydia, 2017 (Premio “Thesaurus” 2017, premio “Luciana Notari” 2018).

 

 

Eugenia Galli (Rimini, 1996) studia lettere all’Università di Bologna ed è la segretaria di Zoopalco, associazione culturale che si occupa di promuovere la poesia performativa e multimediale sul territorio bolognese e nazionale. Dal 2011 al 2015 partecipa a Mare di Libri come volontaria. Nel 2016 vince il Certamen del Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna ed è seconda classificata al Premio Alberto Dubito di poesia con musica; nel 2017 è sul podio delle finali nazionali di Poetry Slam del campionato LIPS (Lega Italiana Poetry Slam – di cui è coordinatrice regionale per l’Emilia Romagna). Fa parte di S/P/READ, compagnia di reading performance con la regia di Rosaria Lo Russo a Firenze. Ha tradotto K. Finneyfrock, R. McKibbens, M. Nettifee Coraggio – Poesie di grazia e di fuoco (Rizzoli, 2018) insieme a Tommaso Galvani.

 

 

Guido Garufi, già ordinario di Lettere e Filosofia nei Licei, è nato a Macerata nel ’49. E’ stato, insieme a Remo Pagnanelli, un attivissimo operatore nell’area della attività letteraria della nostra regione. Si è specializzato in problemi relativi al nostro ‘9OO pubblicando alcune monografie ed una sintetica la perlustrazione della nuova generazione degli scrittori marchigiani, elaborata e curata insieme a Remo Pagnanelli, Poeti delle Marche oltre che  una densa antologia con repertorio critico La poesia della Marche, Il Novecento , Il lavoro editoriale)
Si è occupato di Guido Gozzano, Dino Campana , Montale, e moltissimi altri, anche della generazione dei
“novissimi”, pubblicando saggi per“ Studium”, “Sigma”, “Esperienze letterarie”, “Forum Italicum”, “La
rassegna lucchese”, “Cenobio” “Misure critiche” Presiede da otto anni, a Civitanova Marche, il Premio Nazionale “Sibilla Aleramo e Annibal Caro”, di poesia, narrativa, saggistica e traduzione.

 

 

Eugenia Giancaspro (Benevento, 1990), linguista clinica;  nel 2008 si trasferisce a Padova per laurearsi in Lettere Moderne e completa gli studi in Linguistica per la sordità e disturbi del linguaggio all’ Università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2016 ritorna a casa, dove si iscrive al corso professionale da Interprete di Lingua dei Segni Italiana presso la Scuola la Tecnica dal 1984 di Benevento. Attualmente lavora come volontaria del Servizio Civile Nazionale grazie alla Casa dei Diritti Sociali, con la quale ha ideato un progetto di inclusione sociale a favore delle comunità etniche minoritarie: Progetto Marginidai confini dello spaesamento ai luoghi centro dell’integrazione. Da poco più di un anno partecipa ai campionati di poesia slam e scrive. Nel 2013 ha aperto un blog, Antigone Nuda, che di tanto in tanto aggiorna: { https://eugeniagiancaspro.wordpress.com/ }

 

 

Fosco Giannini, nato a Sant’Agata Feltria nel 1952, in provincia di Rimini, ha poi vissuto quasi sempre ad Ancona. Tra i venti e ventisette anni ha pubblicato quattro raccolte poetiche: “ S’agapò”, “ Lo Strano Lazzaro”, “Borea” e “Metope”. La sua giovinezza, dal punto di vista dell’interesse poetico e letterario, è stata felicemente segnata da un rapporto di amicizia e frequentazione con Franco Scataglini e Carlo Antognini. Fu uno dei giovani fondatori nazionali del Partito della Rifondazione Comunista e, nel 2006, fu eletto al Senato della Repubblica, in cui svolse, tra l’altro, il compito di capo gruppo nella Commissione Difesa del Senato.  La sua forte vocazione alla scrittura lo portò a scrivere su molte riviste teoriche, filosofiche, politiche e letterarie italiane ed europee. E’ stato membro della redazione nazionale di “Liberazione”, collaboratore de “ il Manifesto” e di diverse altre testate giornalistiche italiane. Ha diretto per diversi anni un popolare mensile di Ancona (“NuovAncona”) ed è stato per tredici anni il direttore de “l’Ernesto”. Nonostante la lunga pausa senza scrittura poetica, in Giannini mai si è spenta la “vocazione” e nel 2017 è uscita la sua raccolta “ Poesie in forma di popolo”, in cui si riprende il filo dell’elaborazione linguistico-stilistica sul dialetto come linguaggio alto secondo le grandi lezioni di Perpaolo Pasolini, di Franco Loi, di Biagio Marin, dello stesso Scataglini e di altri poeti italiani dialettali e, insieme, per la loro densità poetica, nazionali.

 

 

Niva Lorenzini insegna Letteratura italiana contemporanea e Poesia italiana del ‘900 all’Università di Bologna. All’attività accademica si affianca l’attività di critico militante, con la promozione di incontri e dibattiti, e con la cura di volumi riguardanti la poesia contemporane a cui sono dedicati l’antologia in due volumi Poesia del Novecento italiano, Roma, 2002 (e successive ristampe) e il volume collettaneo (curato in collaborazione con S. Colangelo) Poesia e Storia, Milano, 2013.

 

 

Franca Mancinelli (Fano, 1981), ha pubblicato due libri di poesie, Mala kruna (Manni, 2007 – premio opera prima “L’Aquila” e “Giuseppe Giusti”) e Pasta madre (con una nota di Milo De Angelis, Nino Aragno editore, 2013 – premio “Alpi Apuane”, “Carducci”, “Ceppo-giovani”). Un’anticipazione del suo secondo libro di versi è apparsa in Nuovi poeti italiani 6, a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012). Una sua silloge è compresa, con introduzione di Antonella Anedda, nel XIII Quaderno italiano di poesia contemporanea, a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos, 2017). Collabora come critica con Poesia, Nuovi argomenti online, e con altre riviste e periodici letterari. È redattrice delle riviste Smerilliana, Argo – annuario di poesia e del blog Interno poesia. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, spagnolo, arabo, sloveno. Nel 2018 le sue brevi prose sono state raccolte in Libretto di transito (Amos Edizioni). Tradotto in inglese da John Taylor, è in uscita presso The Bitter Oleander Press (Fayetteville, New York), con il titolo “The Little Book of Passage”.

 

 

Alessio Mariani aka Murubutu o anche M-teoria e Roc Mariani (Reggio nell’Emilia, 27 luglio 1975) è un rapper italiano. È fondatore e voce del collettivo reggiano La Kattiveria. La sua musica, definita “rap di ispirazione letteraria” o “letteraturap”, contraddistingue Murubutu (solista) da tutti gli altri rapper italiani rendendolo unico nel suo genere poiché particolarmente abile nel miscelare il rap, la letteratura, la storia e la saggistica. Peculiarità che colloca l’artista tra i migliori storyteller che la scena musicale rap italiana conosca. 

 

 

Bruno Mazzoni (n. 1946) è stato professore di Letteratura Romena all’Università di Pisa (e per due mandati Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere; ha insegnato anche in varie altre Università: Bucarest, UBB/Cluj-Napoca, Calabria, Roma-La Sapienza, Firenze). Membro fondatore dell’Associazione Italiana di Romenistica (A.I.R), è doctor honoris causa delle Università di Bucarest e Universitatea de Vest di Timişoara. Ha pubblicato studi sulla poesia romena (I. Budai-Deleanu, M. Eminescu, T. Arghezi, I. Barbu, N. Stănescu, A. Blandiana, M. Cărtărescu), ha curato l’edizione critica di un ampio corpus di iscrizioni del cosiddetto “Cimitero allegro” di Săpânţa (ETS, Pisa 1999), si è occupato di problemi di storia della linguistica romena e romanza del XIX sec., ha coordinato il volume Geografia e storia della civiltà letteraria romena nel contesto europeo (Pisa University Press, 2010, insieme con A. Tarantino).  Ha tradotto versi e prosa dall’opera di Ana Blandiana (Donzelli, Roma 2004, in collaborazione con Biancamaria Frabotta; Elliot, Roma 2018), M. Blecher (Keller, Rovereto 2012, 2017), M. Cărtărescu (l’opera in prosa, presso Voland: Travesti; Nostalgia; Perché amiamo le donne; i tre volumi di Abbacinante; due antologie di versi: Pagine, Roma 2003; Nottetempo, Roma 2015), del Premio Nobel Herta Müller, con l’unico suo libro di versi-collage composto in lingua romena (Transeuropa, Massa 2012). Per l’attività scientifica e culturale svolta per la diffusione della Romenistica in Italia, gli è stato conferito dal Governo romeno l’Ordine Nazionale „al merito” col titolo di Comandor (2002); per la sua attività di traduttore dal romeno ha ricevuto, da parte del Presidente della Repubblica Italiana, il Premio nazionale per la Traduzione del Ministero dei Beni Culturali (2008).

 

 

ph di Dino Ignani

Guido Mazzoni è nato nel 1967. Da qualche anno vive a Roma. Ha scritto i libri di poesia La scomparsa del respiro dopo la caduta (in Poesia contemporanea. Terzo quaderno italiano, a cura di F. Buffoni, Guerini, 1992), I mondi (Donzelli, 2010) e La pura superficie (Donzelli, 2017) e i saggi Forma e solitudine (Marcos y Marcos, 2002), Sulla poesia moderna (il Mulino, 2005),Teoria del romanzo (il Mulino, 2011), I destini generali (Laterza, 2015). È tra i fondatori del sito culturale «Le parole e le cose».

 

 

Nadia Mogini, nata a Perugia, ha compiuto qui i suoi studi laureandosi in Lettere Moderne. Dopo alcuni anni trascorsi in Lombardia, si è trasferita e vive ad Ancona dal 1979. Interessata alla poesia, al canto corale e al teatro, da tempo s’impegna in questi ambiti. Nel 2005 le è stato assegnato il Premio di migliore caratterista femminile al Festival Nazionale del Dialetto “La Guglia d’oro” di Agugliano (Ancona). Compone poesie prevalentemente nel dialetto di Perugia, ma anche in quello di Ancona e in italiano. Nel 2016, con la raccolta in dialetto perugino “Íssne” (Andarsene), ha vinto il 1°Premio, con pubblicazione del libro, al Concorso “Ischitella-Pietro Giannone” e il 2° premio al Concorso “Salva la tua lingua locale” (Roma). Nel 2017, con la stessa opera, ha vinto il 1° premio al Concorso “Isabella Morra” (Monza). Ha ottenuto numerosi altri premi e menzioni speciali con poesie in dialetto perugino, anconitano e in lingua. I suoi testi sono presenti in Antologie e riviste letterarie:“Dialetto lingua della poesia” a cura di Ombretta Ciurnelli, Edizione Cofine, Roma 2015; “Poeti nei dialetti dell’Umbria-fra Novecento e Duemila” di Francesco Piga, Edizioni Cofine, Roma 2017; “Poeti neodialettali marchigiani-volume dell’Associazione VERSANTE” a cura di Jacopo Curi, di prossima pubblicazione da parte de “I quaderni del Consiglio Regionale delle Marche”; “ Ventuno poeti italiani neodialettali” a cura di Manuel Cohen, in Versante Ripido (rivista on line) n.3, marzo 2015, “PERIFERIE” (n.78 aprile – giugno 2016 e n.81/82  gennaio – giugno 2017)

 

 

renata morresi
ph. di Rino Bianchi

Renata Morresi si occupa di poesia, traduzione e letteratura anglofona. Sue poesie sono apparse in varie riviste e antologie e nelle raccolte Cuore comune (peQuod 2010), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), quest’ultima anche in traduzione francese (Nioques 14, 2015). Tra i suoi ultimi lavori: Madame Marie Tussaud, su la rivista-foglio 2×2, n.2.2 (Accademia di Brera, Otis Graduate Writing); Usi delle bestie, pubblicata da Poesia di Crocetti (maggio 2016) e la serie “Di fragile costituzione” (in conversazione con la Costituzione italiana), in italiano con versione spagnola a fronte, in Italia, Poesía: Presente. Antología de poesía italiana contemporánea (Huerga & Fierro Editores, Madrid, 2017). Da poco è uscita anche una sua scelta di testi in traduzione di Emily Dickinson accompagnati dalle fotografie della serie “Io sono Nessuno” di Mario Giacomelli, per Arcipelago Itaca Edizioni. Collabora con il lit-blog “Nazione Indiana”. Cura la collana “Lacustrine” per Arcipelago Itaca Edizioni.

 

 

Valerio Nardoni (Livorno, 1977), ispanista, si occupa di letteratura e traduzione letteraria, materie che ha insegnato presso vari atenei italiani (Modena, Pisa, Siena). Ha tradotto numerose raccolte di poesia spagnola, attività per la quale ha ricevuto recentemente il Premio Nazionale di Traduzione assegnato dal MIBACT. Ha curato un’antologia di García Lorca per «Il Corriere della Sera» e, per i tipi di Einaudi, la raccolta di racconti Mentre le donne dormono di Javier Marías. È direttore della sezione straniera del Premio Ciampi – Valigie Rosse, di cui è uno dei fondatori. È autore di un romanzo, Capelli blu (Edizioni e/o, 2012) e di una raccolta poetica,Senso di facilità (Passigli Editori, 2014). Il suo ultimo lavoro, in collaborazione con l’attrice Daniela Morozzi, è il monologo teatrale Amy – storia di un naufragio. Dal 2015 è docente di scrittura creativa presso la Scuola Carver di Livorno.

 

 

Pablo Neruda nasce il 12 luglio 1904 a Parral, Cile. Il suo vero nome è Neftali Ricardo Reyes Basoalto. Il futuro poeta comincia presto a mostrare interesse per la letteratura; il padre lo avversa ma l’incoraggiamento arriva da Gabriela Mistral, futuro Premio Nobel che sarà sua insegnante durante il periodo di formazione. E’ nel 1920 che per le sue pubblicazioni inizia ad utilizzare lo pseudonimo di Pablo Neruda. Ha 19 anni quando pubblica il suo primo libro “Crepuscolario”. Già l’anno seguente riscuote notevole successo con “Venti poesie d’amore e una canzone disperata”. A partire dal 1925 dirige la rivista “Caballo de bastos”. Intraprende la carriera diplomatica a partire dal 1927; Nel 1933 è console a Buenos Aires e nel 1940 Neruda viene nominato console per il Messico, dove incontra Matilde Urrutia, per la quale scrive “I versi del capitano”. Viene eletto senatore nel 1945 e si iscrive al partito comunista. Nel 1949 dopo un periodo di clandestinità, per sottrarsi al governo anticomunista di Gabriel González Videla, fugge dal Cile e viaggia attraverso Unione Sovietica, Polonia e Ungheria. Tra il 1951 e il 1952 passa anche per l’Italia, per stabilirsi a Capri. Tra il 1955 e il 1960 viaggia in Europa, Asia, America Latina.  Riceve il Premio Nobel per la Letteratura nel 1971. Muore a Santiago il 23 settembre 1973. Tra le sue opere più importanti vi sono “Residenza sulla terra”, “I versi del Capitano”, “Cento sonetti d’amore”, “Canto generale”, “Odi elementari”, “Stravagario”, “Le uve e il vento”, il dramma “Splendore e morte di Joaquin Murieta” e il libro di memorie “Confesso che ho vissuto”.

 

 

Remo  Pagnanelli, poeta e critico  letterario tra i più  complessi della sua generazione, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987.Nel  1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno  esordisce come poeta con la plaquette  Dopo,  cui  fanno    seguito nel  1984 Musica  da Viaggio,  nel  1985  Atelier  d’inverno  e il  poemetto  L’orto  botanico,  per  il quale  è  tra  i sei  giovani poeti  vincitori del premio  di poesia internazionale  “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza.L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi Le poesie.In ambito critico nel 1981 ha pubblicato La ripetizione dell’esistere. Lettura dell’opera poetica di Vittorio Sereni e nel 1985 Fabio Doplicher. Nel 1988, postumo, è uscito il suo lavoro più impegnativo, Fortini. L’intenso impegno nell’ambito della critica letteraria e della teoria della letteratura è documentato da innumerevoli saggi, studi e recensioni su poeti e scrittori anche non contemporanei, pubblicati su riviste specialistiche.Parte dei saggi pagnanelliani sono stati raccolti da Daniela Marcheschi nel volume postumo “Studi critici. Poesie e poeti italiani del secondo Novecento”. Alcuni  studi sull’estetica e sull’arte sono confluiti nel volume Scritti sull’arte, uscito in occasione del ventennale della scomparsa.  È in corso di pubblicazione il lavoro inedito su Sandro Penna.

 

 

Ron Padgett, poeta americano, vive a New York dal 1960. È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui la borsa di studio Civitella Ranieri, il premio Guggenheim Fellowship, il premio di poesia della American Academy of Arts and Letters, lo Shelley Memorial, il premio Robert Creeley, la Frost Medal, il premio di traduzione Landon della Academy of American Poets, e le sovvenzioni della National Endowment for the Arts. Il governo francese lo ha decorato ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere. Finalista al Premio Pulitzer con il libro How Long, il suo libro Collected Poems vince il premio Los Angeles Times Prize come migliore raccolta di poesie 2014, nonché il William Carlos Williams Award dalla Poetry Society of America. Padgett è anche traduttore dei poeti francesi Guillaume Apollinaire, Pierre Reverdy, e Blaise Cendrars. La sua opera è stata tradotta in diciotto lingue. Sette poesie di Padgett compaiono nel film Paterson di Jim Jarmusch e due dei suoi libri, Collected Poems e Alone and Not Alone, sono visibili sulle mensole della libreria del protagonista del film. Maggiori informazioni su www.ronpadgett.com

 

 

Nicanor  Parra (1914-2018) è stato un poeta, matematico e fisico cileno. Le sue opere hanno avuto una profonda influenza nella letteratura ispano-americana. Considerato il creatore dell'”antipoesia” e uno dei più grandi poeti dei suoi tempi. La cueca larga , Versos de salón, Canciones Rusas , Otros poemas testimoniano ancora una volta la sua vena irriverente e il suo interesse per il folklore contribuendo a distanziarlo maggiormente dalla poesia ermetica e metaforica. In Obra gruesa Parra raccoglie la sua opera completa fino a quel momento. 

Nelle sue opere più recenti Nuevos Sermones, Hojas de parrà, Poemas para combatir la calvicie affronta con il suo caratteristico humor nero, i temi della religione e della morte.

 

 

Massimo Raffaeli scrive da decenni di critica letteraria su quotidiani e riviste, collabora ai programmi di Radio3 Rai e della Radio Svizzera italiana. Ha curato testi di autori italiani e ha tradotto dal francese. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui Novecento italiano (Luca Sossella editore 2001), Bande à part. Scritti per ‘Alias’ (Gaffi editore 2011, “Premio Brancati”), I fascisti di sinistra e altri scritti sulla prosa (Aragno 2014).

 

 

David Riondino (Firenze, 1952). Bibliotecario a Firenze, dal 1970 al 1980 in Biblioteca Nazionale. Come cantautore, partecipa più volte al Club Tenco, l’ultima nella edizione 2017.  Apre nel 1979 lo storico Tour di De André e PFM. Tra i suoi successi più noti, Maracaibo, pezzo cult dell’estate ’81, e il personaggio di Joao Mesquinho. Dal suo debutto, oltre la musica e la scrittura poetica, esplora instancabilmente il teatro (ha lavorato con Paolo Rossi, Giuseppe Bertolucci, Sabina Guzzanti, Sandro Lombardi, Enrico Rava, Stefano Bollani, Dario Vergassola), il cinema (ha lavorato con Marco Tullio Giordana, Gabriele Salvatores, Sabina Guzzanti, oltre a dirigere i film “Cuba libre – Velocipedi ai tropici”) la radio (tra gli altri programmi da lui condotti, “Il Dottor Djembé”, con Stefano Bollani, su RaiRadio3 e “Vasco de Gama”, con Vergassola, su RaiRadio2) e la televisione (“Maurizio Costanzo Show”, “Quelli che il calcio”, “A tutto volume”, “Velisti per caso” e “Una poltrona per due”). Verseggiatore satirico per «Tango», «Il male», «Cuore», animatore degli storici Festival di Cuore e Tango a Montecchio Emilia. Tra il suoi libri ricordiamo Rombi e Milonghe (Feltrinelli, 1993) e, illustrato da Milo Manara, Il trombettiere (Magazzini Salani, 2012), Lo Sgurz (Nottetempo, 2016). Documentarista, ha girato e prodotto vari lavori sulla improvvisazione in versi a Cuba, uno per tutti “Shakespeare in Avana”, nel 2010. Tra i lavori più recenti: “Bocca baciata non perde ventura”, un cd con 12 ballate dal Decameron di Boccaccio, composte per una trasmissione celebrativa nel novellista su Radio 3; “Il Bolero come terapia”, traduzione ed esecuzione di 12 famosi boleros, arrangiato da Claudio Farinone, chitarrista, per un titolato organico di latin Jazz. Al momento in teatro con uno spettacolo scritto da Sandro Luporini, lo storico autore di Giorgio Gaber, che torna sulle scene con un inedito del suo teatro canzone.

 

 

Giovanna Rosadini nata a Genova nel 1963, si è laureata in Lingue e Letterature Orientali all’Università di Ca’ Foscari, a Venezia.  Ha lavorato per la casa editrice Einaudi, come redattrice ed editor di poesia, fino al 2004, anno in cui è uscito, per lo stesso editore, Clinica dell’abbandono di Alda Merini,  da lei curato. Ha pubblicato la raccolta Il sistema limbico per le Edizioni di Atelier nel 2008, e altri testi poetici in riviste e antologie collettive. Nel 2010 è uscito Unità di risveglio, per la Collezione di Poesia Einaudi. Per lo stesso editore ha curato Nuovi poeti italiani 6, antologia di voci poetiche femminili che ha suscitato un vivace dibattito e una larga eco, uscita nel 2012. La sua terza raccolta poetica, il numero completo dei giorni, è stata pubblicata da Nino Aragno editore nel 2014. A maggio 2018 è uscita la sua nuova raccolta, Fioriture capovolte, ancora per Einaudi editore. Vive e lavora a Milano.

 

 

ph. di Alassandra Calò

Silvia Salvagnini è nata a Venezia nel 1982. Ha esordito nel 2004 con le poesie di Silenzio cileno, seguite da I baci ai muri (2006), sempre accompagnando testi e illustrazioni. Nel 2009, con l’opera laelefantevolante, ha vinto la quinta edizione del premio per la poesia contemporanea Antonio Delfini, a cura di Nanni Balestrini. Ha pubblicato gli albi illustrati L’orlo del vestito (Sartoria Utopia 2016) e Il giardiniere gentile (VerbaVolant 2016). Nel 2015 è stata tra i poeti ospiti alla Sorbona, a Parigi, per il convegno “Génération 80”, come una delle voci più originali e significative della propria generazione. È pianista dall’età di sei anni e, da un decennio, realizza concerti in cui parole, immagini e musica elettronica e acustica si mescolano per dare forma a una poesia viva. Con Nico De Giosa (musiche) e Alessandra Trevisan (voce) ha creato un progetto di poesia performativa contemporanea in cui i suoi testi diventano più-che-canzoni. Il trio ha all’attivo il disco omonimo Il seme dell’abbraccio (Milk Music 2018).

 

 

Bojan Samson (Osijek, 1978). Poeta di Novi Sad, Serbia.
Nel 2007 ha pubblicato il libro di poesie Superblues.
Nel 2018 è semi  finalista ai campionati europei di poetry slam in Belgio.

 

 

 

 

 

 

Francesco Scarabicchi (1951) è nato e vive ad Ancona. Ha pubblicato “La porta murata” (introduzione di Franco Scataglini, Residenza, 1982), “Il viale d’inverno” (l’Obliquo, 1989), “Il prato bianco” (l’Obliquo, 1997, ripubblicato da Einaudi nel 2017), “Il cancello 1980-1999” (peQuod, 2001), “L’esperienza della neve” (Donzelli, 2003), “Il segreto” (l’Obliquo, 2007), “Frammenti dei dodici mesi” (con fotografie di Giorgio Cutini, l’Obliquo, 2010), “L’ora felice” (Donzelli, 2010), “Nevicata” (con acqueforti di Nicola Montanari, Liberilibri, 2013), “con ogni mio saper e diligentia – Stanze per Lorenzo Lotto” (Liberilibri, 2013), “Non domandarmi nulla”, traduzioni da Machado e García Lorca (Marcos y Marcos, 2015). Ha ideato e dirige il periodico di scritture, immagini e voci “nostro lunedì”.

 

 

Jack Spicer (Los Angeles, 1925 -San Francisco 1965) è stato un poeta statunitense spesso identificato con la San Francisco Renaissance.La raccolta di sue opere My Vocabulary Did This to Me: The Collected Poetry of Jack Spicer ha vinto l’American Book Award per la poesia nel 2009. partecipò alla fondazione della famosa Six Gallery reading che lanciò il movimento beat  della costa occidentale.

 

 

Fabrizio Sgroi nasce e vive ad Ancona.

Appassionato di musica, montagna, letteratura beat, haiku e poesia esordisce nel 2017 con la sua prima raccolta poetica: fuori forma (pequod). 

 

 

 

 

Valeria Sturba, polistrumentista, cantante e compositrice – suona violino, theremin, elettronica, looper, effetti, giocattoli. I suoi orizzonti musicali spaziano dalla musica d’autore al rock al tango, dall’improvvisazione all’elettronica, conservando una forte propensione per il minimalismo. Ha preso parte a incisioni discografiche, rimusicazioni di film muti, registrazioni di colonne sonore, reading. Ha partecipato a festival nazionali e internazionali come UmbriaJazz, Electromagnetica Theremin Fest (Cile), B-Classic e Maelstrom Fiestival (Belgio), Dancity, Hai paura del buio?, Aterteater, LugoContemporanea, RoBOt, Flussi, Bergamo Jazz. I suoi principali progetti sono: OoopopoiooO, duo dadaista e surreale con Vincenzo Vasi, in cui sviluppa la ricerca sul theremin e la sperimentazione elettroacustica; Vale and the Varlet, duo elettropop con la cantante polistrumentista Valentina Paggio; S.T.U.R.B.A., quartetto avant jazz con Pasquale Mirra, Vincenzo Vasi e Francesco Cusa, in cui le sue composizioni si immergono in ampi spazi di improvvisazione radicale. Attualmente fa parte della “Grande Abarasse Orchestra” di John De Leo e del quartetto “The Assassins” di Francesco Cusa. Ha collaborato con: Tristan Honsinger, Enrico Gabrielli (Calibro35, Orchestrina Di Molto Agevole), Surgical Beat Bros, Fabrizio Puglisi, Mauro Ottolini (Sousaphonix), Cristina Donà, Médéric Collignon, Anna Maria Hefele, Ermanno Cavazzoni, Stefano Benni, Tiziano Popoli, Edoardo Marraffa, Giancarlo Schiaffini, Luke Fischbeck e molti altri.

 

 

Francesco Targhetta (Treviso, 1980) insegna lettere a scuola. Ha pubblicato un libro di poesie (Fiaschi, ExCogita, 2009) e un romanzo in versi (Perciò veniamo bene nelle fotografie, Isbn, 2012). Nel 2014 ha vinto il premio Delfini e il premio Ciampi (da cui la plaquette Le cose sono due, Valigie Rosse, 2014). Nel 2018 è uscito il suo primo romanzo in prosa (Le vite potenziali, Mondadori). Collabora a La Lettura.

 

 

Ulrike Ulrich, nata a Düsseldorf, ha frequentato l’Università a Münster, ha vissuto a Vienna e Basilea e dal 2004 risiede a Zurigo. Dopo i romanzi  “fern bleiben” (2010) e “Hinter den Augen” (2013), pubblica il libro di racconti “Draussen um diese Zeit” nel 2015 (tutto con la casa editrice Luftschacht Verlag Wien). Nel 2008, insieme a Svenja Herrmann, pubblica un’antologia di testi letterari sui diritti umani con la casa editrice Salis Verlag. Ulrike Ulrich è membro del gruppo letterario zurighese “index – wort und wirkung»”ed è coinvolta nel progetto artistico “Literatur für das was passiert”. Per i suoi testi, ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Werkjahr Zürich e la borsa di studio Landis&Gyr, grazie alla quale ha trascorso sei mesi a Londra nel 2016 per scrivere il suo nuovo romanzo.

 

 

Paul Vangelisti Poeta, critico letterario è nato a San Francisco nel 1945; vive e  lavora a Los Angeles dal 1968. Autore di diverse raccolte poetiche, dal 1971 al 1982 è stato condirettore della rivista di ricerca letteraria, “Invisible City”. Tra le altre opere, sta curando dal 2005, insieme a Luigi Ballerini, la pubblicazione italiana de La nuova antologia di poesia americana, presso le edizioni Mondadori. Numerose sono le sue collaborazioni con artisti visivi italiani. Fondamentale è stato l’incontro con Adriano Spatola di cui ha tradotto in inglese la prima importante raccolta di poesie.

 

 

 

Giovanna Cristina Vivinetto è nata a Siracusa nel 1994. Laureata in Lettere, vive attualmente a Roma, dove stu­dia Filologia moderna all’università La Sapienza. I suoi testi sono apparsi e sono stati recensiti sul n. 86 della rivista di poesia e critica letteraria “Atelier”, sulle riviste online “Pioggia Obliqua”, “La Tigre di Carta” e “Patria Letteratura”, sui siti web “Poetarum Silva”, “Atelier online”, “Carteggi let­terari”, “Nazione Indiana”, “Nuovi Argomenti”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e su diversi altri blog. “Dolore minimo” (Interlinea, 2018 – prefazione di Dacia Maraini, postfazione di Alessandro Fo) è la sua opera prima.

 

 

ph. di Francesco Francaviglia

Lello Voce, poeta, scrittore e performer. E’ uno dei pionieri europei dello spoken word e della ‘spoken music’ ed ha introdotto in Italia il Poetry slam. È stato il primo EmCee al mondo a concepire e condurre uno Slam internazionale (Big Torino, 2002). Ha pubblicato svariati libri e Cd di poesia, con artisti come P. Fresu, F. Nemola, A. Salis, M.P. De Vito, M.Gross, S. Merlino, tra cui Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003 – Premio Delfini di poesia, con le illustrazioni di Sandro Chia), L’esercizio della lingua (Le Lettere, 2010) Piccola cucina cannibale (Squi[libri], con F. Nemola e C. Calia), prima esperienza italiana di poetry comics, per la quale è stato insignito del Premio Napoli 2012. Il suo ultimo libro-CD, sempre con Frank Nemola e con la partecipazione di Paolo Fresu, è “Il fiore inverso” (Squilibri editore, 2016), a cui è stato conferito il Premio Nazionale “Elio Pagliarani” di Poesia (2016). E’ stato autore, con Nanni Balestrini e Paolo Fabbri, del programma televisivo L’ombelico del mondo (Rai EDU), 20 puntate dedicate alla poesia e alle arti. I suoi romanzi sono ora riuniti ne Il Cristo elettrico (No reply, 2006, e-book Terra Ferma, 2014). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, spagnolo, catalano, galiziano, portoghese, tedesco, giapponese, cinese, greco, arabo. E’ uno dei membri fondatori e fa parte del Comitato Esecutivo del World Poetry Movement (Festival Internacional de Poesia, Medellin, 2011). 
Dal 2017 è il Chief Editor, di “Canzoniere”, collana di libri/CD dedicati alla poesia con musica e ai Poetry comix, presso l’editore Squilibri. Ha tenuto sue rubriche (TAZ, Net&Blog) sulla pagina cultura dell’Unità per svariati anni, interessandosi di cultura, poesia, società e nuove tecnologie. Attualmente ha un blog su Ilfattoquotidiano.it e uno su Satisfiction.me. Ha diretto svariati festival internazionali di poesia tra cui romapoesia e Absolute Poetry e ha partecipato a reading e tenuto concerti di poesia in molte parti d’Europa e del mondo. Da anni si interessa di rapporti tra oralità e scrittura e delle conseguenze antropologiche delle società a forte medializzazione con saggi e interventi su riviste e quotidiani.

 

 

]Ph. Eddie Kaza

Julian Zhara, poeta, performer, organizzatore di eventi culturali, è nato a Durazzo (Albania) nel 1986 . Si trasferisce in Italia nel 1999. Ha all’attivo una pubblicazione, In apnea(Granviale, 2009). Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013). Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 partecipa con un progetto di spoken music a Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Nanni Balestrini e Ivan Schiavone, al MAXXI. Sempre con lo stesso progetto, è presente all’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Cura assieme a Blare Out, il Festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno. Nel 2016 gli viene assegnata una menzione speciale al Premio Internazionale di Poesia Alfonso Gatto. Sue poesie sono presenti in blog e riviste specializzate. Vive lavora e scrive a Venezia.

 

 

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