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Paolo Volponi

Paolo Volponi nasce a Urbino il 6 febbraio 1924. Nel 1948 pubblica il primo volumetto di testi poetici dal titolo Il ramarro, sottoposti precedentemente alla lettura di Carlo Bo. Nello stesso periodo inizia a progettare la propria vita al di fuori delle mura di Urbino. Nel 1949 Volponi incontra Adriano Olivetti, grazie alla intermediazione di Franco Fortini. Olivetti, ai tempi presidente dell’Unrra-Casas lo assume l’anno successivo con il compito di svolgere inchieste nel Mezzogiorno. Fra il 1950 e il 1954 è inviato negli Appennini a coordinare le inchieste sulle condizioni sociali delle campagne e dei paesi devastati dall’ultima guerra mondiale. Nel 1954 è impiegato a Roma presso il Cepas (Centro educativo per assistenti sociali). A Roma conosce e frequenta Pier Paolo Pasolini, con il quale instaura un’amicizia personale e intellettuale. Nel 1955 Volponi pubblica per Vallecchi la seconda raccolta di poesie, L’antica moneta. Nel 1956 assume la direzione dei Servizi sociali dell’Olivetti a Ivrea: da qui prende avvio la lunga esperienza nel mondo industriale. Il 1960  vede la pubblicazione, presso Feltrinelli, della terza raccolta di poesie, Le porte dell’Appennino nel quale la campagna urbinate emerge come tema dominante nella memoria e gli vale il Premio Viareggio. Il 1962 è l’anno di pubblicazione di Memoriale, il primo romanzo che viene accolto con interesse dalla critica. Esce invece nel 1965 La macchina mondiale, dettato in pochi mesi alla segreteria, premiato con il Premio Strega nel medesimo anno. Nell’ottobre del ’66 gli viene affidata la carica di Capo del personale dell’Olivetti, grazie alla quale riesce ad attuare una serie di riforme all’interno dell’azienda, dimostrando di avere idee innovative e doti dirigenziali. Nel 1974 esce per Einaudi Corporale, accompagnato da non poche discussioni, e la quarta raccolta di versi, Foglia mortale. Nel 1975 dette alle stampe Il sipario ducale, ambientato a Urbino. Per un breve periodo nel medesimo anno ricopre l’importante incarico di Segretario generale della Fondazione Agnelli. Dal 1976 collabora con il Corriere della Sera e con l’Unità. Nel 1978 è  per pochi mesi membro nel Consiglio di amministrazione della Rai; lo stesso anno pubblica Il pianeta irritabile, con il quale sperimenta il genere del romanzo distopico e post-apocalittico. Nell’estate del 1983 viene eletto al Senato nel collegio di Urbino come indipendente nelle liste del Pci e prende parte alla Commissione industria e più tardi alla Commissione affari esteri del Senato. Nel 1985 esce Cantonate di Urbino, una piccola raccolta di prose. Nello stesso anno esce per Einaudi la raccolta di poesie Con testo a fronte. Il 1989 è invece la volta de Le mosche del capitale, una spietata denuncia del potere economico e finanziario. È invece del 1990 l’ultima raccolta poetica, Nel silenzio campale, con cui Volponi tenta di avvicinarsi a una poesia più epica e corale. Tra il 1990 e il 1991 vive con sofferenza la fine del Pci e la nascita del nuovo Pds. Con La strada per Roma del 1991, Volponi è il primo scrittore italiano a vincere per due volte il Premio Strega. Nel 1992 Volponi, nonostante le precarie condizioni di salute, gira le Marche impegnato nella campagna elettorale di Rifondazione comunista. Muore ad Ancona il 23 agosto del 1994.